Ti è mai capitato di dover o voler rinunciare a qualcosa…o di scegliere di rinunciarci volontariamente?
Credo di si. Succede costantemente, vero?
Succede in tutti gli ambiti, a casa, nel lavoro.
Credo sia una grande capacità quella di sapersi ritirare, di saper rinunciare.
A volte può avere la stessa, se non addirittura una maggior valenza dell’insistere con caparbietà e veemenza per l’ottenimento di qualcosa.
Mi capita spesso di avere a che fare con persone che non riescono a prendere atto di una certa situazione, che non accettano un dato di fatto e che, come tori con la testa abbassata, continuano imperterriti a sbatterla sui muri.
Penso che la mancanza d’umiltà sia la prima causa di questa incapacità autogestionale.
L’umiltà ti fa comprendere e conoscere i tuoi limiti e questo è il primo passo che ti consente di agire per attivare il miglioramento di te stesso.
Senza l’umiltà vince costantemente il tuo Ego che ti farà sempre credere di essere il migliore, di saperne sempre più degli altri, anzi a volte di saperne così tanto più degli altri da non tenerli neppure in considerazione.
Quando sei convinto di saperne così tanto è il momento in cui smetti di crescere e questa, come sappiamo, è una delle più malinconiche cose che possano succedere a un essere umano.
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Rinunciare è molto più difficile di conquistare, di avere.
Rinunciare non è sintomo di inferiorità anzi, in molti casi è maturità, intelligenza, sapersi mettere da parte.
Essere umili a questo mondo non è facile e si rischia di venir calpestati da quelli che si credono più furbi, quelli che…hanno smesso di crescere!!*
Hai detto bene…quelli che si credono più furbi..e che hanno smesso di crescere…
Per rinuncia non intendo incapacità di conquista, di ottenere risultati, di raggiungere obbiettivi,intendo proprio il contrario.
Molto spesso il mettersi da parte, il guardare con occhio distaccato gli eventi, il mostrarsi umili apre spazi incredibili su cui poi lanciarsi.
Ciao