Articolo originale:
http://zenhabits.net/workaholic/
11 Creative Ways to Avoid Becoming a Workaholic – 11 modi creativi per evitare di diventare maniaco del lavoro
Nota dell’editore: guest post in Zen Habits, di Tammy Strobel
Post tradotto da P.M.Maritano normanoitana@hotmail.com – normanpress.blogspot.com
La nostra cultura elogia la dipendenza da lavoro.
Sentiamo storie di gente che fa notte fonda in ufficio, o di persone che non fanno mai vacanze. Lavorare un sacco non significa che meriti una medaglia d’oro o un aumento.
Lavorare troppo tende a diminuire la tua produttività, lasciare la tua creatività prosciugata, ed influire negativamente sulle relazioni con amici e familiari. Non fraintendermi, perseguire la tua passione è un bel dono e non c’è niente di sbagliato nel lavorare sodo su progetti che ti stanno a cuore. Tuttavia, è essenziale prendere delle pause.
Che tu lavori da casa o in un ambiente da ufficio, è essenziale nutrire il tuo spirito creativo.
Di seguito, qualche modo creativo per evitare di diventare maniaco del lavoro.
1. Stabilisci dei limiti chiari. Assicurati che le tue ore lavorative siano regolari. Per esempio, se lavori dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio, assicurati di lasciare l’ufficio alle cinque. Non fermarti fino a tardi.
2. Dormi a sufficienza!
“If you encounter someone who’s acting like a fool, there’s a good chance that person is suffering from sleep deprivation.” (Se incontri qualcuno che si comporta come un pazzo, c’è una buona probabilità che quella persona soffra di mancanza di sonno) ~Jason Fried and David Heinemeier Hansson, Rework
Stare alzato fino a tardi per lavorare a un progetto, e poi alzarsi alle cinque del mattino per andare in ufficio, non è una buona strategia. Mancanza di creatività, morale abbattuto e irritabilità sono alcuni tratti di chi sta senza dormire. Lavora in modo più intelligente, non più duramente.
3. Staccati da internet. Portare a termine un lavoro non richiede una connessione internet. E’ straordinario che cosa succede quando si stacchi dallo schermo del computer o dal tuo portatile. La maggior parte delle mie migliori idee mi vengono quando faccio una doccia, o una passeggiata, quando cucino, e “non sto lavorando”.
Ognuno è creativo e le idee ti vengono in momenti strani. Solo perché hai un’idea non significa che la debba mettere in atto direttamente. Tieni un taccuino sempre con te in modo da poter catturare la tua idea e goderti il tempo libero.
4. Passa del tempo nella natura. Passare del tempo nella natura è un gran modo per ridurre lo stress, staccare dalle preoccupazioni quotidiane e dai messaggi di lavoro in arrivo. Stabilisci del tempo nella tua vita quotidiana per andare all’aria aperta. Per esempio, fai mezz’ora di passeggiata ogni giorno e prendi consapevolezza di quello che ti circonda. Non c’è bisogno di affrettarsi. Prenditi tempo, prova a comprendere le tue sensazioni di istinto e osserva la
bellezza naturale nella zona intorno a casa tua.
5. Crea del tempo per amici, familiari, e per il tuo partner. Se stai lavorando troppo, stai probabilmente sacrificando il tempo che dedicheresti ad amici, familiari e al tuo partner nella vita. Fare un lavoro che ti piace è estremamente importante, ma lo sono altrettanto le persone che ti amano. Considera come passi il tuo tempo e che cosa è veramente importante nella vita.
Quando sei con la tua famiglia, amici e partner, sii veramente presente. Per esempio, se hai una conversazione con un amico ascolta quello che sta dicendo. Sii coinvolto e poni delle domande.
6. Mangia cibo vero. Un effetto secondario di lavorare troppo è quello di mangiare fuori di più, e non mangiare vero cibo. Il cibo vero include frutta, verdura e cereali integrali. Prima di andare in ufficio, prenditi il tempo, la sera prima o il mattino presto, per preparare una sana colazione e pranzo.Più importante, non mangiare mentre stai lavorando. Assapora il tuo cibo e gusta ogni boccone.
Alcuni studi hanno mostrato che se mangi il cibo velocemente, sei più portato a mangiare in eccesso e prendere peso.
7. Trova un hobby. Coltiva un hobby; preferibilmente qualcosa che non sia correlato con il tuo lavoro di tutti i giorni. Comincia a passare in rassegna a brainstorming i tuoi interessi. Per esempio, puoi iniziare a correre, fare passeggiate, lavorare a maglia, leggere romanzi, o scrivere. Un hobby dovrebbe essere qualcosa che ti procura gioia, qualcosa in cui ti puoi lasciar andare e in cui trovare il tuo flusso.
8. Ascolta il tuo corpo. Se stai lavorando troppo comincerai a sentirti stanco, agitato e apatico.
Tutti questi sintomi sono segni che hai bisogno di rallentare. E’ essenziale ascoltare il tuo corpo. Quando ascolti il tuo corpo, sai quando sei malato o quando hai semplicemente bisogno di un po’ di riposo in aggiunta.
9. Metti in questione costantemente le tue mete e i tuoi propositi di vita. E’ importante rivalutare continuamente le tue mete, propositi di vita e comportamenti. Per esempio se ti fermi costantemente in ufficio fino a tardi, sacrifichi le tue ralazioni personali a causa del lavoro, o controlli la tua posta elettronica ossessivamente, chiediti:
• Perché lo sto facendo?
• Qual è la meta finale?
• I miei comportamenti sono salutari?
10. Continua a coltivare abitudini salutari. Sviluppare abitudini salutari non è qualcosa che succede dall’oggi al domani. Lavorando giorno per giorno su un piccolo cambiamento di abitudini, puoi fare cambiamenti enormi sul lungo periodo. Per esempio, invece di controllare la tua casella di posta ogni cinque minuti, comincia a controllarla tre volte al giorno.
Inoltre, considera di incorporare piccoli cambiamenti nella tua routine quotidiana, come fare mezz’ora di esercizio fisico ogni giorno, prepararti da mangiare ed essere presente effettivamente mentre passi del tempo con amici e familiari.
11. Rivolgiti agli altri con un buon equilibrio vita-lavoro. Se pensi di esser maniaco del lavoro, rivolgiti agli altri. Stai in contatto con amici, familiari, e considera l’eventualità di una terapia opportuna. Se pensi che questo abbia un impatto negativo sulla tua vita, fai qualcosa riguardo al problema. Abbiamo una vita sola. Dunque vivila e abbi cura di te.
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Pochi giorni fa parlavo con un mio cliente di coaching. E’ un uomo di 45 anni, ha due figli. E’ da poco separato, la moglie l’ha lasciato per stare con un nuovo compagno.
E’ un padre presente e amorevole; parla molto bene della ex moglie, con la quale ha un rapporto cordiale e collaborativo. Ma soffre enormemente per essere stato lasciato.
Mi ha raccontato alcuni particolari del suo rapporto con la moglie poco prima della separazione e io ho colto qualche incongruenza (ho percepito nettamente il fatto che lei si sentisse trascurata da lui); quando siamo arrivati al tema dell’”altro uomo” – che la moglie ha frequentato per qualche tempo prima di decidere di separarsi – io gli ho chiesto: “Tu non ti sei accorto di nulla? Non hai avuto nessun sospetto e non hai percepito nessun segnale relativamente al fatto che lei fosse insoddisfatta e frequentasse un altro?” Lui mi ha risposto, tra l’amareggiato e il colpevole: “No. Niente. Io lavoravo…”
Abbiamo perso di vista cosa dovrebbe essere il lavoro. Il lavoro che facciamo è una manifestazione visibile di una parte del nostre Sè Superiore, quello che individua il lavoro come una vocazione e un servizio, quello che attiva le nostre energie al massimo grado e ci connette sempre al Divino e all’ invisibile sacralità della nostra vita. Un lavoro che ci fa crescere come persone e ci fa sempre sentire al posto giusto.
Invece il lavoro prodotto dalla modernizzazione è tutt’ altro, asservito al mito del progresso tecnologico e al profitto. Quest’ ultimo tipo di lavoro ci ha reso schiavi anche se non sappiamo di esserlo. Ci ha fatto diventare come dei piccoli pesci in una boccia, limitati e mai consapevoli dell’ immensa libertà di un oceano.
Questo post cerca in maniera ottima di farci intravedere qualche luogo di libertà e di restituire a noi stessi ciò di cui abbiamo diritto.
siamo sempre lì, lavorare per vivere o vivere per lavorare?…Chissà, forse la via di mezzo consiste sempre nel fare sì che il lavoro come ogni parte del nostro vivere sia solo un tassello che compone il grande disegno che ci accingiamo a creare.
Cercare di non far prevalere una parte rispetto alle altre è l’equilibirio del giusto vivere.
Ciao
La maggior parte delle persone in effetti crede di lavorare per vivere senza riflettere sui tempi, sugli orari, lo stile di vita che conduce e in definitiva vive per lavorare. Capita soprattutto se fai un lavoro che ti piace, di responsabilità se poi è anche in proprio allora è finita…. i confini diventano veramente molto labili. Il tuo articolo è molto utile per creare una riflessione su tutto questo e aggiungerei anche due ingredienti: l’organizzazione e il metodo che aiutano a dare un tempo adeguato per tutto. Ciao e grazie.