Postato da Roberto on 06 15th, 2009 | 4 commenti

Come andare oltre i soliti limiti dell’abitudine

Come andare oltre i soliti limiti dellabitudineSe tu prendi un vocabolario e guardi la definizione della parola “abitudine” troverai questo:

“La tendenza alla ripetizione  e continuazione di un certo comportamento collegato a fattori naturali o acquisiti e riconducibile al concetto di consuetudine o assuefazione”.

L’abitudine si consolida, si fissa attraverso la ripetizione del gesto, dell’atto.

Alcuni studi, e credo che anche tu ne abbia sentito parlare, indicano in ventun giorni il tempo indispensabile per assumere o liberarsi di un’abitudine. Ripeti o smetti un’abitudine per ventun giorni e così, relativamente a quell’aspetto, sarà il resto della tua vita.

Ci sono ovviamente abitudini e abitudini; tutte sono orientate a darci soddisfazione, contentezza.

Il problema e’ il tempo che viene preso in considerazione.

Pensa al fumo ad esempio che appaga e soddisfa immediatamente, ma distrugge a lungo termine. Me ne sono liberato anch’io dopo svariati tentativi…son passati diversi anni oramai eppure ricordo ancora perfettamente lo stato di dipendenza e nello stesso tempo di piacere a ogni singola accensione di sigaretta…

Pensa all’uso di alcool e droghe: appagano immediatamente e distruggono a lungo termine.

L’abitudine quindi e la soddisfazione che da essa ne deriva non e’ necessariamente buona; può anche essere cattiva, dannosa.

Se tu pensi ai tuoi comportamenti ti accorgi che molti tra questi, forse la maggior parte, sono indipendenti dalla tua coscienza e invece quasi completamente dipendenti dal tuo subconscio.

Tanto di ciò che fai non è pensato e riflettuto, bensì meccanizzato.

Ti alzi, ti lavi, fai colazione, vai al lavoro, fai la stessa strada, entri in ufficio, bevi il caffè, guardi la posta elettronica e così via, oppure

Ti alzi, metti giù prima il piede sinistro, ti vesti partendo dai calzini, non fai colazione, tanto la fai al bar, compri il giornale che sai  benissimo non leggerai, entri in ufficio, non saluti nessuno se prima non hai letto tutte le mail, e così via.

Pensa allora ai ventun giorni, il tempo che scientificamente serve per acquisire o abbandonare un’abitudine.

Se ti ci metti, puoi potenziarti attraverso un’abitudine portentosa. Prendi l’abitudine che vuoi purchè sia coerente con il tuo obiettivo.

L’abitudine e il mantenimento della stessa spesso significa aver paura.

Il pensiero comune, l’ossessione comune, la parola d’ordine è “Manteniamo la nostra posizione”.

Invece, pensaci, è favoloso scoprire quanto può far crescere ed arricchire il combinare competenze, esperienze, mondi diversi.

A tal proposito ci sorregge uno straordinario discorso del Buddha:

“Gli esseri sono padroni delle loro azioni, sono eredi delle loro azioni. Le azioni sono il seno da cui nascono, le azioni sono il loro amico e il loro rifugio. Gli esseri erediteranno le conseguenze di ogni azione che compiranno, buona o cattiva che sia.

Le abitudini, gli habitus, sono azioni che, come la goccia d’acqua, scavano e segnano la roccia della tua vita.

Mi fai sapere che ne pensi?

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4 Responses to “Come andare oltre i soliti limiti dell’abitudine”

  1. Ele scrive:

    Che bomba di argomento!?
    L’abitudine, la routine come la chiamo io, troppo spesso distrugge, ci rende prigionieri e non liberi di vivere la nostra vita.
    Siamo talmente abituati a fare sempre le stesse cose, alla stessa maniera, che non vediamo al di là di quello che abbiamo sempre avuto e siamo sempre stati, senza accorgerci che possiamo avere ed essere ben altro e molto di più!
    Cambiamo anche una delle nostre piccole abitudine e già ci sentiremo meglio, io ci ho provato e…vi assicuro è come prendersi una piccola soddisfazione!!*

  2. Roberto scrive:

    Grazie Ele per il commento.
    Hai individuato a mio parere il punto.
    Spesso pensiamo ci voglia molto per modificare un’abitudine..
    e’ vero ci vuole un pò d’impegno…bisogna faticare un pò ma poi la soddisfazione è grande..
    Da un piccolo cambiamento può arrivare un grande grandissimo risultato..

    Ciao

  3. M. scrive:

    Cosa penso dell’abitudine?
    Beh, credo sia il nostro modo per metterci a riparo da eventuali imprevisti.
    L’atto abitudinario ci rende forte, inattacabili, invulnerabili.
    Almeno questo è quanto mi sento di dire.
    Non credo tanto al fatto che cambiare abitudine sia un qualcosa che si fa in 21 gg, né tanto che ci distrugga; penso sia una sorta di modo di operare, di agire e tale secondo me lo dobbiamo vedere.
    facendo così, il cambiare un’abitudine diventerà pressoché facile ma la paura che ti possa accadere qualcosa molte volte è più forte del semplice gesto di, per esempio, cambiare tragitto per andare a lavorare … …
    un caldo (qui fa caldo!!!) saluto a tutti

  4. Roberto scrive:

    21 giorni, si dice, sia il periodo di tempo che occorre al cervello per stabilizzarsi su di una cosa nuova facendola in automatico senza doverci pensare.
    21 giorni per cambiare ciò che non va e creare un’ abitudine che ti porti al risultato finale.
    Credo che non si cambi tragitto perchè si è pigri o perchè non ci si pensa o non si ha voglia…molto meno perchè si teme accada qualcosa, almeno questa è la mia esperienza…

    un saluto

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