Postato da Roberto on 10 5th, 2009 | 6 commenti

Come essere leader e usare la leadership

Come essere leader e usare la leadership

Da quanto tempo senti parlare di leadership, di capacità di essere leader? Tanto, vero?

Cos’è il leader? Come bisogna essere leader al giorno d’oggi?

Il tema è un pò complesso. A volte entriamo nell’ordine d’idee di cominciare finalmente a “fare il leader”. Ecco, diciamo subito che la cosa non funziona così.

Non puoi cioè dire: “Ecco, sono un leader. Adesso mi rilasso”.

Ho partecipato negli anni scorsi a diversi corsi aziendali sulla leadership, sull’essere capo, sull’essere leader.

Spesso avevo l’impressione di entrare in possesso di strumenti che mi consentivano sicuramente una migliore comprensione e gestione del team di lavoro; avevo altresì l’impressione però che tutto quello che comprendevo a livello teorico non mi fosse sufficiente. Mancava qualcosa.

Quello su cui dovevo lavorare non erano gli altri ma ero io.

L’essere leader comincia cioè dall’essere se stessi. Alla fine cos’è la leadership , se non un’ampio ventaglio di capacità, abilità, modi di essere che possono essere “usati” in qualunque contesto, nel lavoro, in famiglia, in ogni situazione insomma.

Non esiste più il leader, come veniva considerato un tempo, cioè il grande condottiero, o peggio, il tiranno che tutti temevano e che aveva potere di vita e di morte sulle persone. O meglio non esiste, nel nostro modo civile, quel concetto di leader, anche se poi nella realtà e in certi paesi del mondo il “tiranno” con potere di vita e di morte esiste ancora.

Veniamo ora a quelli che sono, tra gli aspetti che ho avuto modo di studiare e poi di verificare anche sul campo, quali sono i tre fondamentali:

1- Fiducia in se e negli altri.

La fiducia si costruisce innanzitutto mettendosi al fianco e al passo degli altri, quasi dando per scontata e sicura l’affidabilità degli altri.

L’affidabilità è strettamente collegata all’ottimismo. Il leader non teme la sconfitta, è sicuro che vincerà, è sicuro che otterrà il risultato. Lo è, pur esaminando con attenzione il percorso che gli si pone davanti e le difficoltà che dovrà superare.

2-Mettersi sempre in discussione. Ci si abitua ad agire sempre seguendo, giustamente, le proprie convinzioni, le proprie idee personali.

A volte però siamo talmente presi che non riusciamo a distinguere quali sono le idee che ci fanno crescere e che sono veramente essenziali e importanti.

Un buon esercizio è quello di immaginarsi sempre in una situazione prossima al disastro. Questo ci abitua a prendere in considerazione qualunque alternativa anche rispetto a decisioni magari già prese.

Ecco che il sistema di convinzioni non è, e di questo è importante esserne consapevoli, un qualcosa di fisso, di raggiunto, di immutabile. E’ invece un continuo sostituire pensieri e idee vecchie con pensieri e idee nuove che riteniamo più adatte, più consone rispetto a quelli precedenti.

3-Equilibro tra cambiamento e ordine.

Il leader crea il cambiamento ma lo tiene, lo posiziona sempre su termini di stabilità. Quando il leader provvede a un cambiamento lo deve fare non troppo presto e non troppo tardi perchè in un caso come nell’altro i risultati non sarebbero positivi.

Come può fare allora per capire qual’è il momento giusto. Si deve fidare di se stesso, del suo istinto, delle sue percezioni. Anche da questo si misura la differenza tra un grande e un piccolo leader.

Per concludere questo breve primo excursus su quelle che sono le caratteristiche del leader e della leadership mi piace ricordare che ogni leadership deve essere guidata da una visione, da un progetto.

Importante è che questa visione, perchè questo è il rischio che si corre, non sia mai portata agli estremi, o meglio, sia aperta anche alle idee e alle convinzioni di chi ci sta intorno.

Così il rischio per il leader di cadere in un vero  proprio fanatismo si riduce a termini assolutamente minimi.

Riprenderò a breve il discorso sulla leadership perchè credo interessi tutti noi.

Non bisogna pensare che, se non si è capi di qualcuno, se non si è posti a capo di qualche struttura aziendale, non si sia leader.

E’ necessario ricordarsi sempre e costantemente che ognuno di noi è leader, leader di se stesso e solo quando riusciremo a “guidarci” saremo in grado di guidare anche gli altri.

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6 Responses to “Come essere leader e usare la leadership”

  1. roberto scrive:

    la leadership è l’esprienza messa a disposizione degli altri. Si è leader quando con il nostro esempio permettiamo alle persone di affrontare un cambiamento o crescita. il leader la sua esperienza personale al contrario del “tiranno” non ha paura di metterla a disposizione degli altri perchè riconosce che una crescita intorno a lui porta sempre benefici.

  2. Massimo scrive:

    cos’é un leader? Non so se è quella personalità che, soprattutto nell’ambito lavorativo, viene temuta e per questo, tutto quello che dice e chiede, viene eseguito immediatamente e pure con il timore di sbagliare.
    Oppure sono quelle figure che portano serenità, intelligenza nella gestione delle cose, calma nell’affrontare i singoli problemi lavorativi, che si pone alla pari dei suoi interlocutori?
    Vedo spesso che i primi raggiungono gli obiettivi, l’autorità, le posizioni più alte nel lavoro, vengono rispettate; mentre le seconde no! Lo sò che non si deve cadere nell’inganno di confondere l’autorevolezza con l’autorità ma tutto questo mi risulta difficile da comprendere.
    A te un parere.
    ciao

  3. Carlo scrive:

    Roberto, è davvero un post molto bello ed efficace. C’è soltanto da rifletterci su e da farne tesoro.
    Grazie.

  4. Roberto scrive:

    @Roberto
    Hai ragione Roberto; il leader con il suo esempio trascina, o meglio, dovrebbe trascinare gli altri.
    Il grande e vero leader diventa si mette in realtà allo stesso passo degli altri per dar loro fiducia , forza, stimolo.
    @Massimo
    Bel quesito Massimo
    La risposta non è semplice, nel senso che forse partiamo da due presupposti diversi. Il leader per come lo intendo io nel post è chiunque fra noi si impegna a dar seguito e sviluppo ai suoi talenti; a chiunque fra noi voglia guidare se stesso alla scoperta delle grandisime potenzialità che si ritrova.
    Tu forse lo intendi unicamente come capo di un team, con tutto ciò che comporta. Credo che nel caso che tu intendi sia necessario al giorno d’oggi dotarsi di una sorta di leadership “situazionale”, cioè dipendente dalle varie situazioni del gruppo e delle diverse persone che lo compongono.E’ come, ad esempio, passare una giornata tra i monti e vedere il sole, la pioggia, la neve, il ghiaccio, il caldo e doverti adattare a ogni singolo momento rimanendo però sempre te stesso.Non so se ho reso l’idea, ma spero di si.
    Ciao

  5. Roberto scrive:

    @Carlo
    Grazie per il feedback

  6. francesco scrive:

    mi sono riletto con calma il tuo articolo.
    In questo periodo sono ossessionato dalla ricerca sulla leadership e sto leggendo tutti gli autori più innovativi sull’argomento.
    Non solo credo, come te, alla leadership per tutti.
    Ma sono profondamente convinto che occorra leadership anche nella scelta delle persone da seguire e nel modo in cui si attua questa scelta. Può sembrare un ossimoro, ma per me il leader è sempre un bravo seguace. Daltronde non puoi imparare a comandare se sei incapace di obbedire.
    grazie per l’ospitalità.
    a presto

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