“Whatever the present moment contains, accept it as if you had chosen it.” ~Eckhart Tolle (via The Mindfulist)
“Qualunque cosa contenga il momento presente, accettalo come se l’avessi scelto” ~Eckhart Tolle (via The Mindfulist)
Post scritto da Leo Babauta.
Oggi ti suggerirò un piccolo cambiamento di atteggiamento mentale che potrebbe cambiarti la vita.
Non ti tengo sulle spine. Eccolo: non pensare a nulla di quel che accade come buono o cattivo.
Smetti di giudicare, e smetti di avere aspettative.
E’ un piccolo cambiamento – tutto quello che hai da fare è dire, “Non era buono o cattivo, è soltanto successo, è, soltanto”.
E’ piccolo, ma richiede esercizio, e sorprendentemente, può darti uno scrollone.
Perché? Perché con questo piccolo cambiamento non sarai più sballottato su e giù a seconda che ti capitino cose buone o cattive, a seconda che le persone (e le loro azioni) siano buone o cattive.
Imparerai ad accettare le cose come sono, e a muoverti consapevolmente entro quel panorama.
Non ti aspetterai più che accadano cose buone (o cose cattive), ma prenderai soltanto le cose come vengono, e sarai contento comunque vadano.
Ciò significa che non sarai più deluso, o infelice.
“Quando le persone vedono delle cose come belle, altre diventano brutte.
Quando le persone vedono delle cose come buone, altre diventano cattive.”
~Lao Tzu
Un piccolo esercizio
Pensa a qualcosa di buono che ti è accaduto di recente, e a quale effetto ha avuto sul tuo atteggiamento mentale. Ora pensa a qualcosa di cattivo che è accaduto, e a come ciò ha agito sul tuo atteggiamento mentale.
Ora immagina che nessun evento fosse buono, e neppure cattivo. Sono semplicemente accaduti, esistiti.
In che maniera questo cambia il modo in cui ti saresti sentito a causa di quegli eventi? Come cambia la tua felicità, il tuo umore?
Come cambia quello che hai fatto in reazione?
Quando smetti di giudicare le cose come bene o male, anche tu smetti di stare bene o male.
Nulla è buono o cattivo
Amleto dice, ‘Niente è bene, niente è male: ma il pensarlo lo rende vero’.
E’ giusto. Senza la mente umana, le cose accadono semplicemente, e non sono buone o cattive. E’ solo quando applichiamo il filtro del nostro giudizio che diventano buone o cattive, belle o brutte.
L’erba cattiva è solo erba cattiva quando non piace a noi. I bambini sono solo dei monelli se a noi non piace quello che fanno. La vita fa schifo soltanto se la giudichi cattiva.
Ma che dire di tragedie veramente orribili, come un’epidemia o uno tsunami o l’Olocausto? Sono sicuramente cose cattive? Sicuro, attraverso le lenti del giudizio che siamo stati educati a dare, sono terribili. Ma, ancora, rimuovi il giudizio, e allora… sono semplicemente accaduti.
La morte e la crudeltà ci renderanno probabilmente sempre tristi, ma sono sempre accadute e sempre accadranno,
sia che ci piacciano sia che le detestiamo.
Lo scrittore e sopravvissuto all’Olocausto Victor Frankl scrisse di una donna ricca che subì l’Olocausto, e che fu grata per l’esperienza, tanto quanto aveva sofferto, perché le aveva aperto gli occhi. La trasformò. Non sto dicendo che l’Olocausto sia stato un bene, ma forse possiamo dire che è accaduto.
Serve da lezione – una lezione a cui dovremmo dare ascolto, quanto meno, in questi giorni di odio carico di implicazioni politiche, di sfogo dei nostri mali contro immigrati e minoranze.
Ci sono altre tragedie che accadono e che non sono necessariamente male. Sono perdite devastanti, non c’è alcun dubbio, ma nella vita ci sono sempre delle perdite, e le persone moriranno sempre.
E’ come giudichiamo a determinare le nostre reazioni, e determina se siamo capaci di fronteggiarle con un atteggiamento sano.
Grandi aspettative
La seconda parte di questo cambiamento è altrettanto piccola, ma altrettanto importante: lasciar cadere le aspettative.
Non abbassare le aspettative, ma eliminarle.
Pensaci: quando abbiamo delle aspettative, e le cose non vanno nel modo in cui ci aspettiamo (il che accade piuttosto spesso, visto che non siamo buoni pronosticatori), siamo delusi, frustrati.
Sono le nostre aspettative che ci spingono a giudicare qualcosa come buono o cattivo.
Quando ti aspetti qualcosa da un amico, collaboratore, familiare, coniuge, e loro non soddisfano quell’aspettativa, finisce che tu ti indisponi nei loro confronti, o rimani deluso. Ciò genera rancore.
Ma come sarebbe se non avessi aspettative – allora le loro azioni non sarebbero né buone né cattive, solo azioni. Potresti accettarle senza frustrazione, rancore, tristezza.
Come sarebbe se andassi in vacanza, in un posto sul quale hai grandi aspettative, e non fosse quello che avevi pensato? Saresti amaramente deluso, anche se non è colpa del posto – è solo che il posto è così. E’ la tua aspettativa ad essere in errore.
Quando le persone ti deludono, non è colpa loro. Sono solo quello che sono. Le tue aspettative sono in errore.
Il perché
Ma perché fare questo cambiamento? Perché dovremmo smettere di giudicare? Perché dovremmo smettere di farci delle aspettative?
Perché i giudizi ci impediscono di comprendere, e possono rovinare la nostra felicità. Quando giudichiamo, non cerchiamo di comprendere – siamo già giunti ad una conclusione. Se smettiamo di giudicare, permettiamo a noi stessi di provare a comprendere, e quindi possiamo intraprendere una linea d’azione più intelligente, perché siamo meglio informati dalla nostra comprensione.
Il giudizio ci rende infelici. E così le aspettative.
Quando abbandoniamo il giudizio, possiamo vivere nel momento, prendere le cose che accadono né come bene né come male, ma semplicemente come quello che sono. Possiamo smettere di rovinare la nostra felicità con i pensieri, e, invece, cominciare a vivere.
Il come
Dunque come cominciare a fare questo?
In piccoli passi, come sempre.
1 Primo, comincia ad essere più consapevole. Lungo il corso della giornata, oggi, annotati le occasioni in cui dài dei giudizi, annotati quando hai delle aspettative, e quando le cose non le soddisfano. Man mano, lo noterai sempre di più, e sarai più conscio di questo tipo di pensieri.
2 Prossimo passo, fai una pausa ogni volta che noti un giudizio o un’aspettativa. Fai un respiro.
Quindi di’ a te stesso, “Nessuna aspettativa, non c’è bene o male.” Ripetilo, lasciando andare il giudizio o l’aspettativa.
3 Terzo, cerca di vedere le cose come sono, e di comprendere. Sii curioso del perché le cose siano come sono, perché le persone agiscano nel modo in cui agiscono. Investiga, sii empatico, prova a metterti nei panni delle persone. Guarda il panorama della tua vita come è effettivamente, senza il filtro dei giudizi o delle aspettative.
4 Prossimo passo, prendi le cose come vengono. Fanne esperienza, nel momento. Reagisci in modo appropriato, senza reazioni esasperate perché non era come speravi o volevi. Non puoi controllare la vita, o gli altri, ma puoi controllare il modo in cui reagisci.
5 Quindi, accetta. Quando le cose accadono, comprendi il perché, senza giudicare, e accettale come sono. Accetta le persone per chi sono. Accetta te stesso, senza giudicare, come sei. Questo richiede esercizio.
6 Infine, sappi che il momento presente, così come è, contiene a sua volta possibilità infinite. E quelle possibilità sono aperte una volta che vedi le cose come sono, senza giudizi o aspettative.
Post tradotto da P.M.Maritano www.normanpress.blogspot.com
normanoitana@hotmail.com
No related posts.
Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.
Questo post mi piace molto. Se applichiamo quello che c’ è scritto la nostra vita cambierà notevolmente. Di sicuro arriverà maggiore serenità e una rinnovata comprensione delle cose; l’ energia non è messa su cose futili ma sul costruire sè stessi e un mondo migliore.
Mi ricorda uno dei “quattro accordi” di Don Miguel Ruiz il quale invitava a “non prendere nulla in modo personale”.
Articolo preziosissimo e denso di spunti importanti, direi “vitali”.
Il vero cambiamento che si verifica una volta intrapreso il cammino indicato da Babauta è quello di giungere alla concreta comprensione che siamo noi i padroni, i regolatori e i controllori della nostra vita.
Il mondo è e basta: era prima che nascessimo e sarà dopo che non ci saremo piu’.
Ognuno di noi in questo mondo ha tutte le possibilità per esprimere se stesso a pieno. Se si aspetta che la pienezza gli giunga dall’esterno, non otterrà nulla di buono.
Se agisce per essere nel mondo a meglio, la vita gli sorride.
E’ una cosa che verifico ogni giorno con i miei clienti che vogliono attrarre la persona giusta per loro: giudicare gli altri e il partner pretendendo qualcosa da loro è distruttivo.
Osservare e accettare gli altri e se stessi, facendosi parte attiva nella costruzione di qualcosa di buono porta a sperimentare il vero amore in modo completo.
Bell’articolo datato proprio il giorno del mio compleanno! Lo considero un bel messaggio di augurio per me e per l’anno che verrà. Grazie. Condivido tutto, ma so anche che bisogna esercitarsi molto per arrivare a tanto: smettere di giudicare e smettere di avere aspettative. Già solo mettendo più attenzione a queste due dinamiche, osservando cioè i nostri comportamenti e quello che ci accade intorno aiuta a migliorare molto la nostra serenità, perché in questo modo diventiamo più consapevoli. La meditazione per esempio è un ottimo aiuto in questo senso, in quanto allena ad aumentare una visione distaccata. Non so però se è possibile eliminare completamente questi due fattori; credo di più nella possibilità di domarli, frenarli, sdrammatizzarli. A volte abbiamo bisogno di crearci aspettative per poter ottenere il meglio per noi e per chi amiamo. E il giudizio ci serve anche per poter fare scelte importanti, che non ci danneggino. Tu dirai:importanti per chi? dannose per chi? Lo saranno per qualcuno e per altri no. E’ tutto sempre molto relativo, ovvio. La difficoltà della vita è proprio questa, ma l’uomo è dotato comunque anche di buon senso. E con il buon senso si sono fatte anche grandi conquiste. L’importante è non esercitare eccessivo attaccamento a queste aspettative o giudizio. In pratica agire secondo le nostre convinzioni, ma poi lasciar andare che vada come deve andare. Io credo sostanzialmente nella via di mezzo, perché vivere la vita implica purtroppo doversi “sporcare le mani” come si suol dire, cioè spendersi, calarsi dentro, rischiare. E’ giusto interrogarsi, riflettere, osservare, meditare….ma prima o poi devi fare i conti con qualcosa, e la magia si infrange.
Bel post, viene voglia di andare avanti….grazie, ciao
Monica
Ogni pubblicazione è una soddisfazione, ma certamente aver tradotto questo post di ZenHabits è fonte di gioie particolari. Prima di tutto un grande grazie a Roberto che è riuscito a pubblicarlo, probabilmente a notte fonda, in modo che apparisse mentre ancora il post corrispondente è in prima pagina su ZenHabits. Wow!
Ancora più è motivo di gioia che questa felice coincidenza arrivi per festeggiare una data di compleanno!
@M. tanti tanti auguri!!! E grazie per il bel commento!
@Ilaria, grazie per il commento e l’assidua partecipazione, incoraggia sempre a continuare!
@Fabio, grazie di cuore: inoltre la tua partecipazione aggiunge un tocco di meditatività in più per completare questo invito ad una “leggerezza” presa sul serio.
Anche se si tratta di trasgredire le regole indicate dal post, io credo che, al di là di questo utile e sano esercizio, anche gli apprezzamenti positivi siano importanti… Dunque grazie e “Bene!” per questa bella partecipazione.
E… be’, sì… tutto questo “è”, semplicemente.
Ed “è” anche “qualcosa di bello”, però. E mi piace che si possa dire:-)!
Grazie.
il pensiero del non essere. Una contraddizione in termini, ma se ci riflettiamo è la soluzione per scaricare il pesante fardello del giudizio.
Non essere, per non avere in idea pre-concetta verso qualcuno o qualcosa, niente aspettative allora tutto è novità, tutto è da godere per quello che veramente è. Con leggerezza.
Grazie Paola per queste bellissime traduzioni.
@Roberto, un grazie particolare per la tua attenzione e i commenti!
Nel frattempo che accetto tutto, colui/colei che mi parla alle
spalle, quello che tenta di fregarmi, l’ avido, il pagano, ognu-
no con una sua storia ed un suo percorso, ( e sta bene!), e
ammettendo che c’e’ un Grande Disegno ( che non vediamo
interamente) ed una Causa per tutte le cose, cosa me ne
faccio dell’ energia emozionale che nasce dalle contingenze
e dalle interazioni umane, accetto l’ attacco che arriva anche
ai Santi ( e’ il mondo!) ma un’emozione mi si genera di
qualita’ impossibile positiva se quel demente mi vorrebbe
eliminare in cuor suo anche fisicamente. Accettare e’ buono
ma semplicistico, siamo esseri umani e muoviamo comun-
que energia. Allora, parliamo anche di come trasmutarla
questa energia, in noi, e soprattutto parliamo subito di co-
me purificarci al massimo al fine di attrarre sempre meno
orrori e persone spiacevoli. Perche’ bene o male che io lo
veda un idiota resta sempre un idiota e le persone inconsa-
pevoli ( e mi dispiace per i buonisti) sono altamente
pericolose per se stesse, per la Natura e per la societa’,
percio’ Vi invito a non banalizzare l’ Alchimia interiore,
accetto, punto e basta, che non significa niente dire cosi’.
Ciao a tutti!! Sono un nuovo arrivato. Mi permetto di dire la mia a proposito di
questo articolo e dei vari commenti che ho letto con estremo interesse .
Mi domandavo se nel seguire nel tale filosofia si possa correre il rischio non tanto di cadere in un eccesso di buonismo quanto di trovarsi un po’ senza un riferimento; quasi essere in un deserto senza bussola e carta topografica.
Sta bene che le cose accadono e basta ma che per forza non debbano essere buone o cattive be’ mi lascia purtroppo perplesso. Certo che se è il collega che ti parla alle spalle o il vicino spettegola sta solo a te sbattertene i maroni e manco incazzarti. Tanto ciò accade e mi danneggia relativamente.E poi come dice Roberta un idiota rimane tale. Ma se il problema lo spostiamo al pedofilo, al violentatore, allo spacciatore che fa affari davanti a una scuola, al criminale che traffica armi droga o sangue infetto, beh, ok sebbene siano cose che accadono il mio giudizio è uno e per nulla al mondo puo’ essere sospeso.
Penso sia un dovere farsi un giudizio e lottare per un’idea.
Scusate l’intromissione.
Se prendo un schiaffo per ora non penso che potro’ porgere l’altra guancia.
Ciao!!
Ciao Roberta – e benvenuto Stefano! I vostri commenti sono interessantissimi perché sollevano dei punti di discussione critica: grazie, ho alcune riflessioni che spero di esporvi presto in modo un po’ più chiaro, prima di tutto su “quell’energia emozionale” impossibilmente “positiva” a cui fa cenno Roberta Ashan e sul “prendere posizione” e non sospendere il giudizio di cui parla Stefano. Non credo che ci siano delle risposte definitive da dare, ma vale la pena un confronto. Ciao!
Ciao Stefano!!!
bhè certo è impossibile non giudicare certi gesti e non sentirsi amareggiati, dopo di che cosa posso fare? Mi arrabbio come dici tu, e poi? Quando mi sono dimenticata non ho risolto nulla!!
Anche io sono quasi nuova
Al contrario posso certamente sentirmi amareggiata, ma ciò che Leo Babauta vuol dire, secondo me è che quella cosa che è accaduta, e che ti ha fatto dispiacere non può bloccarti più di tanto, perchè sarebbe negativo per la cosa stessa, mi spiego meglio; se io non mi faccio condizionare dagli avvenimenti non ne sono danneggiato interiormente, e sono positivo e sono utile , energia positiva che si contrappone a quella negativa dello spacciatore o del violentatore…ecco in questo modo anche se poco ma sicuramente ho fatto qualcosa di buono per oppormi a ciò che non mi piace.
Certo che non è facile, ci si riesce attraverso la consapevolezza essendo curiosi attraverso la conoscenza e lo scambio di opinioni con le persone ci si riesce dopo aver trovato i nostri talenti dopo essere diventati più sereni, allora lavoriamo per noi e per gli altri …energia positiva!!!
hei! ma qui si sparano le cannonate
Fantastico, mi piace come sta evolvendo la cosa. Allora posso provare a rispondere a Roberta: L’accettazione richiede una sospensione di giudizio solo per pemetterci di comprendere cosa accade intorno a noi senza pre-giudizi che potrebbero limitare la visione d’insieme. E qui dico a Stefano, certo alcune situazioni sono palesemente negative ma sono azioni dell’uomo e ancorarsi a loro non ci permette di avere il controllo sulle nostre di azioni e sul nostro modo di reagire.
l’accettazione quindi è uno strumento valido nelle nostre mani che ci permette di non confonderela con il subire dove sì come dice Roberta creiamo energia negativa, rabbia e odio. Emozioni che Chiara definisce danni interiori e indeboliranno la nostra energia positiva.
Ciao.
Semplicemente splendido
Uno dei più bei post letti negli ultimi mesi. Ne faccio tesoro e lo metto in pratica subito. Penso mi sia utilissimo per avere un atteggiamento rilassato ma attento e presente al “bombardamento” di emozioni e reazioni nella vita di tutti i giorni. Si può stamparlo?
Ciao Francesca e grazie per la tua partecipazione con questo commento.
Puoi stampare l’articolo, se vuoi, semplicemente con un copia e incolla.
Sugli articoli non son riuscito purtroppo a mantenere il plugin (programmino o softwarino, come piace chiamarlo a me) che consentiva lo scarico dei post in semplici PDF.
Me ne dispiace veramente.
Ciao e a presto
Ciao a tutti e grazie per il benvenuto!!
Perdonate la mia modesta replica non come polemica ma come eventuale valore aggiunto.
Mi permetto di ricollegarmi ai concetti espressi più sopra rispetto al muovere energie.
Sono consapevole che la mia “visione” appaia sotto certi aspetti limitata e limitante ma penso che talvolta anche la rabbia derivante dall’indignazione verso accadimenti condannati quali universali culturali sia in determinati casi necessaria e,azzarderei, auspicabile.
Se non m’indigno rischio di accettare passivamente ciò che mi accade attorno. Lo vedo quasi come un voltarsi dall’altra parte.
Certo è anche vero che come giustamente dicono Chiara e roberto il fatto di dispiacermi non può bloccarmi/limitarmi più di tanto. Io aggiungerei che tutto ciò non mi deve bloccare affatto. Tuttavia solo a condizione se all’accadimento segue un’azione concreta sebbene mi renda conto che il rischio di andare fuori tema sia concreto facendomi sconfinare nel campo del così dire “politico” inteso nel senso più ampio del termine quale cittadino “attivo” della polis.
Forse sarebbe proponibile riuscire a discernere nella moltitudine di accadimenti quotidiani che ci riguardano quelli che hanno peso nullo, che ritengo siano una consistente fetta, da ciò che invece merita essere approfondito e anche un po’ “sofferto”.
Ciao!!!!