
Guest Post scritto da Massimo
“… quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento”.
Proverbio cinese
La prima risposta che ho dato dopo aver letto questa frase è: “Non so a quale categoria io appartenga”; e la cosa mi ha lasciato molto perplesso.
Da qui è partito subito, come un domino incessante, una continua riflessione su come affronto i cambiamenti, il mettere in gioco le mie abitudini, i miei quotidiani ed inconsapevoli riti.
Sai, non so tu, ma è strano come, dopo un’attenta disamina delle mie abitudini, ho capito che vivo in una sfera di cristallo dove tutto, anche inconsapevolmente, è al suo posto e, solo dopo aver spostato qualcosa, mi rendo conto di dov’era.
Mi dicono che sono disordinato, istintivo, eppure la verità è che anche questo ha il suo perfetto ‘ordine’.
Credo che a questo punto la scelta diventi d’obbligo per chiunque; quando si arriva al punto dove tutto è tristemente ordinato ma non ti soddisfa devi CAMBIARE e io, personalmente, oltre ad avere paura, non so precisamente dove andare.
Questo blog contribuisce a dare spunti, ti fa riflettere.
Ho trovato il post: ‘Conosci il downshifting? Lavorare meno e godersi di più la vita’ di una semplicità, leggerezza, sobrietà tali da farti porre certe domande (penso fosse uno degli scopi di Roberto); te lo consiglio.
Napoleon Hill scriveva: “guardati allo specchio e vedrai, contemporaneamente, il tuo miglior amico ed il peggior nemico”
Siamo noi il freno di noi stessi.
BUONA VITA A TUTTI
Massimo
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non sapere, paura e non avere una meta. Non si può iniziare un viaggio (cambiamento) con questi tre loschi figuri
Prima devi imparare a conoscerti, chi sei veramente.
poi devi chiederti cosa vuoi. Solo così potrai affrontare la paura e iniziare il viaggio…
Roberto hai perfettamente ragione, é fondamente sapere quello che si vuole e dove andare.
Personalmente ritengo che il cambiamento sia un viaggio e la paura una sua fedele compagna.
Se tutti sapessero cosa vogliono e dove andare con esattezza, molte cose in questo mondo sarebbero mogliori.
Comunque dovremmo avere tutti una meta ben definita e il gioco sarebbe più facile.
quotidianamente mi alleno per affrontare nuove competizioni inseguendo il solo obbiettivo che alimenta gli stimoli e motiva l’impegno profuso in nuovi progetti …. la ricerca del primato.
Ambizione tenacia dinamismo convinzione trasparenza grinta sacrificio determinazione …ma principalmente amore e passione per confrontarmi su nuove sfide da affrontare dove principalmente la competizione non è su il prossimo ma su me stesso… una sorta di esame per verificare quali stratagemmi escogiterò nelle interpretazione di inediti concetti esecutivi.
Il cambiamento di ciascuno nasce dalla capacità di analizzare esperienze precedenti, di verificare con maniacale pignoleria e severità quali siano state le scelte azzeccate e quelle no, con la consapevolezza che delusioni mortificazioni insoddisfacenti risultati hanno comunque un lato positivo ….quello di arricchire il proprio know how forgiare il carattere e accrescere la forza interiore di noi stessi, infondendo nuova linfa e maggiore determinazione da destinare a future opportunità …. il boxer che vince è quello che sa incassare meglio i colpi dell’avversario.
La passione trasforma il lavoro in un gioco ….. diventa piacevole e irrinunciabile… se viene eseguito senza entusiasmo e solo perchè vada fatto ….. diventa pesante diventa fatica…. il traguardo si allontana… impossibile vincere.
Eccomi qua …. tradotto sono un eccellenza!! Termine ultimamente in auge ed abusato… e preso a simbolo di prestigio, di vittoria, di inarrivabile…. francamente leggendo il reale significato ne sono rimasto deluso… non paga le aspettative e gli sforzi perchè se uno si immola per la causa, quando viene paragonato a coloro che pur dando il meglio non arrivano al traguardo…. anzi addirittura non partono neppure …risulta frustrante in maniera negativa per colui che ritenendo l’himalaia una tappa e non l’arrivo … e conseguentemente prende picconi e corde e lasciandole cadere si butta sulla sdraio del deprimente bagno da luciano in seconda fila della spiaggia di Rimini….. pensandoci viene voglia di mollare tastiera chiedendomi cosa scrivo a fare… anzi lo faccio!! spiaggia di Rimini per uno che lavora anche 43 ore ininterrotte….. cioè Armstrong che ritrova Laika sulla Luna di fianco a Decubertain che mangia una piada…. non esiste
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