Postato da Roberto on 02 10th, 2010 | 3 commenti

Quando non comprendiamo gli altri

Quando non comprendiamo gli altri

Chissa perchè ma abbiamo sempre la tendenza a credere che Fabio e Lucia ragionino, pensino, e vogliano sempre le stesse cose.

Qual’è il vero problema? O almeno quello che a me sembra essere il problema.

Tendiamo a considerare e a giudicare le reazioni degli altri basandoci sulle nostre reazioni.

In effetti a volte è così; succede proprio che Fabio e Lucia si comportino e reagiscano proprio come noi, io e te, pensavamo.

Ma, quante altre volte capita, nei rapporti con la famiglia, con i figli, con gli amici, di avere incomprensioni, se non veri e propri scontri, semplicemente non riuscendo a far completamente nostra l’idea che gli altri ragionino diversamente da noi.

Non comprendiamo una semplicissima cosa: ognuno di noi è “unico” e, come tale, ha un carattere “unico” che, talvolta, mal si lega con il nostro.

Non comprendiamo un’altra semplicissima cosa: il tempo trasforma e modifica ogni cosa, a volte lentamente, a volte bruscamente…e trasforma anche i comportamenti delle persone.

Ecco che il motivo del litigio di un giorno può diventare motivo di gioia qualche anno dopo.

Questa digressione mi è utile per dire che siamo tutti “obbligati” ad adeguare nel corso del tempo la nostra disposizione d’animo onde mutare quelli che possono essere i nostri atteggiamenti.

Solo in questo modo possiamo e potremo reinquadrare tanti rapporti in un’ottica positiva e di crescita armoniosa.

Almeno per me è così.

E tu cosa ne pensi?

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3 Responses to “Quando non comprendiamo gli altri”

  1. Ilaria Cardani scrive:

    Ciao Roberto,

    io penso che non siamo “obbligati” ad adeguare la nostra diposizione d’animo: “obbligo” è una parola e un concetto che non mi piace per niente.
    Piuttosto possiamo “scegliere” quali atteggiamenti assumere per raggiungere cio’ che ci fa stare bene e cio’ che desideriamo per noi.

    Dunque, se il rapporto con una determinata persona è utile al mio benessere personale e se scelgo che ho piacere ad avere un buon rapporto con lei, scelgo anche liberamente di assumere gli atteggiamenti piu’ utili perché quel rapporto funzioni al meglio per me e per lei. E quasi certamente, partendo da un principio di scelta libera, non avro’ problemi a realizzare cio’ che desidero.
    Diversamente sono libera di scegliere che, semplicemente, il rapporto con quella persona non mi interessa.

    La convinzione che si debba andare d’accordo con tutti e dunque adeguarsi agli umori di tutti puo’ trasformarsi in una trappola molto pericolosa.

    Anche e soprattutto nei rapporti tra uomini e donne, dove spesso un rifiuto viene vissuto come un fallimento.

    Cosa che non è! ;)

  2. roberto scrive:

    ciao Roberto.
    “obbligati” rispetto a cosa?. Se rispetto alle esprienze che maturiamo allora si è d’obbligo rimodellarsi, Cercare elementi e qualità positive negli altri ci “obbliga” a guardare dentro di noi e ci spinge a smussare quelle posizioni a volte intransigenti a cui tanto teniamo per tendere verso uno sviluppo armonioso della nostra “unicità”.

  3. fabio scrive:

    Credo che nelle relazioni sia un buon metodo adottare i “4 accordi” di Don Miguel Ruiz http://animeradianti.com/i-quattro-accordi-di-don-miguel-ruiz/

    1) non prendere le cose in maniera personale
    2)non fare supposizioni
    3)sii integro nella tua comunicazione
    4) fai sempre del tuo meglio

    Per me vedo che la comunicazione e i rapporti funzionano bene quando cerco di applicare queste piccole regole.

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