Postato da Roberto on 06 21st, 2010 | 2 commenti

E quando qualcosa non va per il verso giusto?

Ieri sera ho presentato, in  una villa del trevigiano, un saggio di una scuola di danza.

Il teatro era pieno di gente, prettamente genitori, nonni, e amici degli allievi e delle allieve di questa scuola.

Nel pomeriggio mi sono incontrato con l’insegnante di danza e con le varie altre persone impegnate a far si che lo spettacolo potesse andare in onda nel migliore dei modi.

Tutto era stato preparato, di questo me ne rendevo conto, affinchè ogni cosa andasse per il verso giusto.

Luci, musiche, costumi, tutto trovava una sua logica e una sua bellezza.

Alle 20.30 il saggio ha avuto inizio con la mia presentazione.

Le luci e il buio della sala si alternavano   in modo perfetto e tutto si incastonava perfettamente in un atmosfera di altri tempi fino a che…

…Fino a che alla mia ennesima presentazione (eravamo al balletto n. quattro) la  musica non dava segni di vita. Il gruppo di allieve era pronto sul palco, in posizione; momento di panico….silenzio, brusio del pubblico.

L’insegnante mi guarda dall’altra parte dello stesso palco e comincia a farmi segno di inventare qualcosa, di dire qualcosa.

E che cosa dico? mi chiedo, visto che di danza non so quasi nulla.

Magicamente in quel  momento, “costretto” a dover parlare al microfono, “costretto” a dover dire qualcosa, “costretto” a inventarmi delle frasi che fossero attinenti a quello che stavamo facendo ma che fossero anche interessanti  per la platea, mi sono uscite parole a cui in un primo momento non credevo neppure io. E quando qualcosa non va per il verso giusto?

Come se la difficoltà di quel momento, catapultata, o perlomeno io la sentivo tale, interamente sulle mie spalle mi avesse dato una forza e un’inventiva tale che in quel momento sarei riuscito ad affrontare qualsiasi argomento.

Poi la musica è stata “ritrovata”  per essere ri-persa nella seconda parte dello spettacolo in un altro frangente….

Anche lì panico e soluzione simile alla precedente occasione.

La cosa che mi ha interessato e colpito ancor di più però è stata un’altra.

Al termine del saggio, nei festeggiamenti con torta finale per tutti,  parlando con alcuni spettatori, ne è uscito che quasi nessuno si fosse accorto della gravità e dello stato di assoluto gelo in cui eravamo piombati.

La percezione è stata completamente diversa.

Noi eravamo convinti  di aver rovinato tutto o quasi e il pubblico invece non si era quasi neppure accorto di quel che era successo. Capacità nostra sicuramente ma credo anche percezione di realtà profondamente differenti vista la diversità dei ruoli in ballo.

Alla fine ne sono uscito contento e, devo dire, anche rafforzato in certe mie credenze e convinzioni.

Le difficoltà a volte capitano a fagiolo; certe situazioni, una volta superate, creano una consapevolezza di capacità personale che poi ti fa “uscire” più forte e convinto di prima.

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2 Responses to “E quando qualcosa non va per il verso giusto?”

  1. Ilaria Cardani scrive:

    Siamo fatti per soppravvivere innanzitutto e poi per vivere felici e avere cio’ che desideriamo profondamente: per questo siamo pieni di risorse molto varie e molto potenti e le nostre risorse migliori vengono fuori nei momenti sfidanti.

    Quando dovrebbero venire fuori, senno’?

    Qual è la morale della favola, quindi? Cercate le sfide, cacciatevi nelle difficoltà per scoprire quanto valete davvero.

    Come dico ai miei clienti che desiderano attrarre la persona giusta per loro: se non ti “lanci” nel gioco dell’attrazione non rischi di essere rifiutato/a; ma nel momento in cui accetti e affronti il rischio, hai idea delle possibilità che ti si mettono di fronte?

  2. P.M.Maritano scrive:

    Descrizione di una manifestazione della perfezione assoluta – e proprio quando tutto avrebbe fatto supporre il contrario – Le regole imperscrutabili dell’Universo, per cui ha senso scommettere, fidarsi che andrà bene… e la magia si compie. Bello quando ci si trova a sperimentarlo direttamente, vero… Ogni volta sembra che non ci si possa credere… e poi se ne esce rinvigoriti, entusiasti, un po’ elettrizzati. Quello che non avremmo voluto (il tuffo nel lato profondo della piscina, che ci ha colti impreparati) qualche volta riesce così bene da farci uscire dicendo “ancora! rifacciamolo!!” proprio come bambini all’ottovolante. Bei momenti, bel racconto Roberto!

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