Postato da Roberto on 01 8th, 2010 | 14 commenti

Come far fruttare il Talento – parte 2

Per collegarci al post sul “Come far fruttare il Talento” diventa necessario dare un primo ulteriore approfondimento all”’idea del Talento, della Goccia divina, almeno così come io la intendo.

Sin da piccoli siamo abituati a sentirci ripetere, un pò dalle famiglie, un pò dalle Istituzioni, che dobbiamo crescere e migliorare in quegli aspetti ed elementi in cui non eccelliamo, in cui dimostriamo chiare limitazioni o scarso interesse.

Questo ci crea nel tempo una “forma mentis” per la quale ciò che sappiamo fare bene, ciò che è il nostro Talento, ciò verso cui ci sentiamo “attratti” diventa quasi meno importante rispetto a quello che è un nostro difetto, a quello che non ci viene naturale fare, a quello che neppure rappresenta un interesse per il nostro più profondo intimo.

Diventa naturale,  ad esempio con i nostri figli,  quando ci troviamo di fronte a un cinque in matematica e contemporaneamente ad un otto in italiano, soffermare la nostra attenzione più al cinque in matematica che all’otto in italiano.

E questo è sicuramente corretto da un punto di vista educativo verso il figlio…

Stona parecchio quando, e capita molto spesso,  il genitore pone particolare insistenza e biasimo su quel voto negativo e pochissima risonanza positiva verso quello straordinario Talento in italiano.

Ora, dico io, perchè?

Diciamo:

Si, Andrea, bene quell’otto in italiano però insomma quel cinque in matematica, come è possibile? Impegnati un pò di più. Datti da fare. In italiano sei già bravo, applicati di più in matematica… e fin qui tutto bene.

Ma quando invece la negatività prende il sopravvento  e ciò che importa è solo che il figlio si renda conto che “deve” andare molto bene anche in matematica e poca importanza ha la sua eccellenza in italiano,

ecco che la faccenda si complica e ciò che si rischia è di perdere il focus sul Talento e sulla Goccia divina del figlio.

Quasi che, non fraintendermi però, quelle valutazioni debbano a volte soddisfare più un bisogno dei genitori che il reale Interesse e la vera potenzialità del figlio… Come far fruttare il Talento   parte 2 (ho estremizzato volutamente l’esempio)

Già l’Interesse!

Che cos’è l’Interesse?

Interesse vuol dire “essere all’interno di quello che si desidera”. Come far fruttare il Talento   parte 2

E’ l’Interesse che influenza e determina la qualità di ciò che si fa.

Ed è l’Interesse poi che ci fa fare quello che ci piace veramente e quello che è dentro la nostra natura.

Quando operiamo in questi termini accresciamo pian piano anche il nostro livello di autostima perchè viviamo, lavoriamo, fatichiamo per quello che veramente desideriamo.

Sentiamo cioè una strana e meravigliosa “assonanza” tra il nostro essere e il nostro vivere. Come far fruttare il Talento   parte 2

E questo è un’altro gradino sulla scala dello “Sviluppo Personale” e dell’essere felici…

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14 Responses to “Come far fruttare il Talento – parte 2”

  1. Marco Ferraro scrive:

    Bel post Grazie Roberto!!
    Mi ci voleva proprio :-)

  2. francesco scrive:

    Il mondo ha bisogno di lucidatori di talenti… e tu sei uno di quelli!
    Lucidare i talenti è un’arte: prima i propri poi quelli degli altri.
    E’ un lavoro che porta a risultati inimmaginabili, a scenari innovativi e, forse, l’unica speranza…!
    ciao

  3. Giuseppe ARena scrive:

    Tutti noi abbiamo dei sogni ….. tutti noi vogliamo credere, nel profondo del nostro cuore, che
    abbiamo una dote particolare, che possiamo farci sentire, che possiamo metterci in contatto con gli
    altri in modo speciale e che possiamo contribuire al miglioramento del mondo.
    Qual’è una delle tue aspirazioni? Può darsi che sia un sogno ormai dimenticato, o che hai
    cominciato ad abbandonare. Se quella visione fosse viva ancora oggi, come sarebbe la tua vita
    attuale?
    Prenditi un po’ di tempo, ora, soltanto per sognare e per pensare a che cosa vuoi davvero nella tua
    vita.

  4. francesca scrive:

    Non ho ancora scoperto il mio talento :( è dire che ho 43 anni. So che c’è da qualche parte dentro di me, ma non sono riuscita ancora a tirare fuori almeno un barlume di quello che potrebbe essere, sto mio talento. Probabilmente è sepolto sotto una spessa coltre di, non so fare questo o quello, oppure non sono all’altezza di….
    Ahhh, quanto mi piacerebbe scoprirlo!!!! :)
    Qualcuno ha idea di come si fa????
    Leggo in giro: “scendi nel profondo e scoprilo”. Beh, ci ho provato spesso…ancora nulla :) Sento dire anche: “poniti delle domande” e il tuo IO superiore ti risponderà. Ma nulla…ancora nessuna risposta.
    Arriverà??? :)
    Francesca

  5. Ale Iorio scrive:

    Ho la fortuna di avere due meravigliose figlie che come tutti usufruiscono dei talenti che gli sono stati donati, il mio approccio è diverso se non opposto a quello comunemente adottato: cerco di far smettere le lodi sulla materia che naturalmente viene bene e “spingo” quella dove non vanno. I bambini e i ragazzi difficilmente hanno sviluppato una visione del mondo propria così che si affidano a quella dei genitori o di quella delle persone che gli stanno vicine, da quì il mio approccio, se non pensata la lode o la critica non diventa altro che una profezia autoavverante e magari non un talento.
    Per completare il pensiero basta vedere alcuni studi che furono fatti su classi affidate ad insegnanti ignari che non fosse stata fatta alcuna selezione degli alunni ma convinti di avere di fronte classi di geni o classi di somari…. indovinate come è andata a finire??
    Questro non centra tanto con lo sviluppo del singolo talento ma con la libertà di non doversi preoccupare delle cose che non vanno nella “media”, così da poter dedicare maggior tempo, concentrazione, entusiasmo al focus del talento senza distrazioni.

  6. Ale Iorio scrive:

    Ciao Francesca penso che tu sia davvero fortunatissima nel non sapere quale talento hai, perchè la ricerca e la scoperta sono la parte più divertente (non dico facile!) del percorso. Una volta scoperto quale talento possiedi sei costretta a chiudere il giro seguendolo dedicandoti a lui anche ossessionandoti a seconda di dove vuoi arrivare.. se ti va leggi la musica in testa di Giovanni Allevi penso che sia lo scritto più profondo su cosa voglia dire seguire e vivere il proprio talento.

  7. francesca scrive:

    Ciao Ale Iorio, grazie per la risposta al commento
    Ho visto un’intervista in tv di Allevi. Parlava della sua vita e di come è arrivato al successo. Grande personaggio di sicuro. Ho anche il suo cd :)
    Comunque, lui ha scoperto il suo talento a 10 anni e a più di 30 è arrivato al successo e dopo mille peripezie. Ora… nn per essere negativa, ma ammettiamo che io abbia la passione per la danza. Di sicuro sono fuori tempo limite per mettere in pratica questo talento.
    Quindi devo trovare necessariamente un altro talento, ammesso che ci sia:) O forse ormai e a questo punto, ciò che è fatto è fatto?
    Comunque…ci sto lavorando. Vediamo se viene fuori qualcosa :)

  8. Ale Iorio scrive:

    Senza fermarci su quale sia il talento come unica missione si può già vedere una cosa che sfugge alla stra grande maggioranza delle persone, il fatto che ti sei svegliata e da non sapere di non sapere ora sei a un meraviglioso: sapere di non sapere:) Grazie a te!

  9. francesca scrive:

    Ah, che meraviglia. Hai centrato il punto :) Mi sto svegliando davvero in questo periodo. Sono in piena fase di lavoro interiore infatti. Voglio porre fine al vivere da “addormentata”.

  10. roberto scrive:

    Il Talento,perchè siamo in grado di riconoscere il talento negli altri ma non il nostro? Perchè siamo convinti che gli altri hanno talento e noi no?.
    Perchè siamo abituati ad esercitare i nostri talenti da sempre e diamo per scontato che quello che facciamo sia naturale per noi. Ma se potessimo vederci dall’esterno riconosceremmo immediatamente le nostre qualità e quanto siamo talentuosi.

  11. RENZO scrive:

    Rispondo a Roberto e Francesca, ciò che voi esprimete nel vostro dialogo mi trova pienamente d’accordo.Sono comunque a testimoniare,sulla base della mia esperienza di marito e padre di quattro figli,nochè consulente di assicurazioni da ben quarantadue anni, più quattordici anni di studi teologi,non tanto approfonditi,ma sufficente per aiutarmi a percorrere in questi anni ad un coinvolgimento totale nella fede in Cristo Gesù.E che appunto ha parlato di valorizzare i nostri talenti, che sono già in noi fin dalla nascita,allo scopo di migliorare noi stessi,e quel che conta di più,metterli al servizio degli altri,soprattutto i più bisognosi. grazie Renzo.

  12. francesco scrive:

    … un consiglio: chiedete alle persone che vi vogliono bene quali sono i Vs. talenti e soprattutto quelli che necessitano di una lucidata. raramente sbagliano!

  13. francesca scrive:

    Ottima idea francesco :) Nei prox giorni intervisterò un pò di quelli che mi conoscono. Grazie :)

  14. Paola M.Maritano scrive:

    Francesca,

    se non l’hai già fatto, leggi i nuovi “related post” indicati in questa pagina, ti piaceranno!
    E poi…
    “Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
    Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
    I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.”
    The Big Kahuna, film (U.S.A.) John Swanbeck, 2000 con Kevin Spacey e Danny DeVito – leggi il monologo completo – http://www.iconocluster.com/clusterblog/2006/11/29/monologo-finale-in-the-big-kahuna/
    “Che cosa vuoi fare della tua vita? La tua vita non ha da percorrere l’ arco di una storia prevedibile [...] può prendere delle svolte e viaggiare. Non hai da sapere come va a finire, hai solo bisogno di agire e fare il prossimo passo.”
    http://www.investisutestesso.com/blog/cambiamento/che-cosa-vuoi-fare-della-tua-vita-1-parte/
    Una delle frasi più belle chi mi sono sentita rivolgere è “sono
    curioso di vedere che cosa farai” – sono grata a chi me l’ha detto; io so di aver fatto alcune cose, magari piccole; ma spero che sarò curiosa di sapere che cos’altro farò finché avrò respiro su questa bella terra;-) – In bocca al lupo per i tuoi percorsi, e che siano all’altezza dei tuoi sogni migliori!

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