La costruzione di un impero e l’arte dei piccoli passi
Nota dell’editore: guest post in Zen Habits, di Chris Guillebeau.
Per molto tempo, mi sono concentrato sull’iniziare grandi progetti.
E per molto tempo, ho fatto fatica a finirne uno. A volte mi sono trovato sopraffatto, altre volte semplicemente guardavo alla meta lontana e pensavo: che c’è dopo? Come faccio a sapere quale passo è quello giusto?
Solo quando ho studiato l’arte di dividere i grandi progetti in passi molto piccoli sono stato capace di fare progressi.
E’ una sorta di scalata di una montagna. Le montagne sembrano impossibili da una certa distanza. Ma se arrivi a un campo base e cominci solo a mettere un piede davanti all’altro, tutto quello che vedi è il sentiero che hai davanti.
Non puoi fare a meno di fare progressi – e fintanto che hai un sentiero sai che stai andando per la giusta via.
Negli ultimi mesi, ho portato avanti un progetto di ricerca intensivo con titolari di piccole imprese.
Da un gruppo iniziale di 300, ho selezionato 15 “imperatori” che hanno costruito imprese lucrative con meno di tre impiegati.
Volevo scoprire esattamente come facevano, e la chiave era separare i passi essenziali da quelli opzionali.
La domanda centrale era: puoi davvero costruire un’impresa intorno a qualcosa che ti piace fare, senza impazzire – o senza finire in bancarotta? Quello che ho scoperto è che la maggior parte delle imprese non sono costruite da grandi idee.
Le grandi idee sono una buona cosa, ma è più importante guardare a tutti i piccoli passi che ti portano alla meta più grande.
La pratica delle abitudini quotidiane – familiari a chiunque nella famiglia di Zen Habits – è anche cruciale. Ogni giorno, ti alzi e fai una cosa che ti porta più vicino alla tua meta. Se stai apprendendo a tenerti in forma, fai venti flessioni – o solo due flessioni, se è tutto quello che ti riesce all’inizio. Ottenere una pancia piatta è molto più probabile con questo metodo che con una caterva di flessioni una sola volta alla settimana.
Lo stesso rimane vero con i titolari d’impresa che ho studiato.
In una piccola impresa, ecco le flessioni su cui lavori ogni giorno:
1. Raggiungi i clienti già esistenti – perché è molto più facile vendere a clienti già esistenti che a clienti nuovi.
2. Aumenta il traffico o le prospettive – perché collaborazioni e promozioni di vendita-soft possono portare più clienti di campagne pubblicitarie costose.
3. Crea nuovi prodotti o servizi – perché una volta che hai un pubblico, hai bisogno di qualcosa da offrire. (E’ anche utile se hai più di un articolo.)
4. Trova un modo per espandere la tua portata – perché alla fine quello che vuoi è raggiungere una tribù più grande con il tuo messaggio e la tua impresa.
Più che le grandi idee, suddividere ciascuna di queste strategie in passi specifici fa crescere e alimenta un’impresa sana nel tempo.
Il sistema di impresa passo per passo è anche molto più agevole dello startup da caffeinomane.
Gli startup tendono a volare alto e morire; un’impresa che è uno stile di vita vola a quota più bassa, ma vola più sicura e più a lungo.
Andando passo per passo, puoi scalare una montagna, puoi costruire un’impresa, puoi anche ottenere una pancia piatta.
L’oggi sarà finito prima che tu te ne accorga. Prima che scompaia per sempre, quale montagna stai scalando, e quale singolo passo puoi fare per avvicinarti alla cima?
Chris Guillebeau viaggia per il mondo e scrive per un piccolo esercito di notevoli persone su chrisguillebeau.com.
Oggi è partner di lancio di “Empire Building Kit”, un case study su come costruire un’impresa in un anno facendo una cosa ogni giorno.
Articolo originale - http://zenhabits.net/empire-building/
Post tradotto da P.M.Maritano normanoitana@hotmail.com – normanpress.blogspot.com
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Un post davvero pieno di saggezza, di competenza, di rassicurante buon senso.
Questo modo di affrontare la vita, il lavoro, la propria crescita come persone è profondamente umano, rispettoso e annulla l’ansia e il senso di inadeguatezza che spesso colgono anche il piu’ costante e impegnato degli esseri umani. C’è il detto – che io mi ripeto spesso quando è arrivato il momento di tirarmi su le maniche – “Come si mangia un elefante? A piccoli pezzi!”. E mi conforta pensare alle grandi realizzazioni dell’umanità: il Duomo di Milano, con tutte le sue guglie e le sue statue scolpite una a una nei minimi, meravigliosi dettagli. O l’Empire State Building. O la Ferrari e lo Space Shuttle. Qualcuno – spesso lavorando in squadra – ha compiuto tanti piccoli passi per progettarle, lavorarle e portarle a termine. Come dico ai miei clienti che vogliono attrarre la persona giusta per loro, lo stesso avviene quando decidi di occuparti di te e della tua felicità: inizia con un piccolo passo, poi un altro e un altro ancora. Mentre procedi con calma il tuo capolavoro prende forma…
A volte ci perdiamo nel voler cercare a tutti i costi l’idea geniale che ci cambi la vita e che ci porti successo, denaro, fama e chi più ne ha più ne metta. Questo desiderio porta quasi sempre dritto alla paralisi, nel senso che se l’idea geniale non arriva, ci sentiamo giustificati a rimanere dove e come siamo, senza dunque muovere neanche un dito. E così ignoriamo che anche senza un’idea grandiosa ma con volontà e dedizione verso un progetto, è possibile ottenere molto. Questo modo di comportarsi dipende dal fatto che il più delle volte abbiamo aspettative magiche nei confronti della vita e poca voglia di agire e impegnarci. Piuttosto che fare un passo dopo l’altro preferiamo non farne neanche uno e questo è veramente molto triste. Per fortuna non siamo tutti così. Io per esempio credo di non aver mai avuto un’idea geniale, ma la voglia di prendere in mano la mia vita sì. E questo pensiero da solo mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni. Ciao, Monica.
bellissimo post, racchiude tanta saggezza. a mio modesto parere dobbiamo trovare l’equilibrio tra il non smettere mai di volerci migliorare (in tutti gli ambiti, da quello lavorativo a quello personale e spirituale) e il non farci prendere dall’ansia da risultato: dividendo i nostri obiettivi in piccoli pezzi è possibile trovare la quadratura del cerchio
Mi è piaciuta la dizione “impresa come stile di vita”.
In effetti lavorare con uno stile di vita proprio cambia ciò che è .
L’impresa ha come come termine il fine esclusivamente monetario e di scambio di soldi, diventa un progetto di vita, dove l’ obiettivo non è il denaro ma la soddisfazione e la pienezza di far esprimere la propria anima e di essere utili agli altri.
Fare tutto ciò a piccoli passi rende le cose fatte più giuste e adatte all’ essere umano.
Post veramente notevole Roberto, mi è piaciuto molto, e molto pratico.
Sull’argomento ci avevo già sbattuto la testa qualche giorno fà però sull’argomento sogni.
Qui il post:
http://www.vividavvero.net/blog/legge-dell-attrazione/realizzare-i-propri-sogni/farsi-spaventare-da-grandi-sogni/
E qui in questo tuo post ho trovato un’ulteriore spunto di riflessione.
Molte volte spezzare le mete più grandi in obbiettivi più piccoli e raggiungibili non solo ci aiuta ad avere una migliore visione d’insieme ma ci dà la forza e il coraggio per fare i passi successivi
Grazie Roberto e ancora complimenti