Postato da Roberto on 10 14th, 2009 | 2 commenti

Le due vite di Daniele

Ho avuto l’onore la settimana scorsa di conoscere, per la presentazione del suo libro, Daniele Furlan, di Ponte di Piave in provincia di Treviso.

Chi è Daniele Furlan?

E’ una persona di quarantacinque anni che ha visto la sua vita segnata da un gravissimo incidente stradale che l’ha reso tetraplegico.

Daniele ama raccontare della sua prima vita e della sua seconda vita.

La prima vita è, chiamiamola così, la vita normale, che tutti, più o meno fanno, con la scuola, gli amici, le “morose”, il lavoro; la seconda vita nasce dall’evento sconvolgente che l’ha segnata.

La seconda vita è quella che dà l’idea dell’incredibile capacità di adattamento dell’essere umano e della forza che lo anima.

Daniele ha raccontato gran parte di sè ne “Il mio podere” edito dal Gruppo Albatros Il Filo.

“…Esistono alcune circostanze nella vita delle persone il cui verificarsi può seriamente condizionare il prosieguo della loro stessa vita, modificandone in tutto o in parte gli orientamenti…Ognuno di noi, guardando al passato, troverà sicuramente un punto, o un episodio, che hanno definito una svolta, oltre alla quale qualcosa è cambiato rispetto al vissuto precedente”.

…si tratta di un attimo…di una circostanza…l’essere in un certo posto in un determinato momento, e quasi sempre non si tratta di un momento fortunato…“.

Beh non so a te, ma a me queste semplici frasi fanno accapponare la pelle.

Il semplice ritardo di tre secondi che può salvarti la vita o rendertela completamente “nuova”.

Un semplice laccio di scarpe che non riesci a chiudere bene al mattino e che ti fa ritardare di quei tre secondi che ti impediscono di “cambiar vita”.

Ci ho pensato tante volte, forse anche condizionato dalla mia attività professionale, occupandomi di sinistri, incidenti, situazioni non certo piacevoli.

Leggere verbali, studiare consulenze ricostruttive sulla dinamica degli eventi e rendersi conto che “qualcosa” o “qualcuno” decide che in quel momento ci devi passar tu.

Forse ci passi tu perchè alla fine il “qualcosa” o il “qualcuno” ha deciso che devi imparare qualcosa di grande per poi insegnare agli altri.

Magari credi che sia semplicistico dire questo; ridurre delle tragedie personali a semplici “pruderie” del destino che ha scelto così e non colà. E ti obbliga a dare quello che non pensavi mai, fino a un attimo prima, di dover dare: la tua libertà, il tuo essere, la tua vita.

Eppure, leggendo il suo libro e immaginando a quanti lo leggeranno, non posso fare a meno di pensare a quanto dono di sè fa Daniele agli altri, a quanta ricchezza quelle parole, quelle pagine possono dare.

Grazie Daniele, per il libro …e per te

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2 Responses to “Le due vite di Daniele”

  1. maria scrive:

    hai scritto quanto penso da sempre ! è una vita che osservo con rispetto e dolce ammirazione quegli esseri umani capaci di dare il meglio di se in situazioni estreme ed è a loro e alle loro storie che mi riferisco quando la quotidianità mi mette alla prova…il loro insegnamento è prezioso e dovrebbe avere più spazio in ambito scolastico e sociale. un bacio a Daniele con l’impegno di leggere al più presto il suo libro.ciao e grazie

  2. Roberto scrive:

    Ciao Maria
    Inutile dire che son rimasto estremamente colpito da Daniele e dalla sua storia…Credo che lui e altri come lui possano veramente insegnarci un sacco di cose…in primis forse il dire grazie alla vita e a ciò che essa è…

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