L’altro giorno ho incontrato Francesco, un mio caro amico e compagno di liceo, che non vedevo da anni.
Stavo partecipando a un convegno in cui si discuteva, tra le altre cose, di formazione e di crescita personale.
Me lo sono trovato di fronte all’improvviso..e, non lo nego, l’ho riconosciuto con qualche difficolta’.
Ci siamo salutati e ci siamo accordati per trovarci al termine del seminario.
La storia che mi ha raccontato mi ha lasciato senza parole.
Francesco faceva il conduttore di autobus fino a circa un anno fa.
Mi ha raccontato che ad un certo momento ha provato una sorta di nausea per questo lavoro.
Gli risultava troppo monotono: più ci pensava e più voleva cambiare attività.
Era proprio insoddisfatto, ma non riusciva comunque a trovare la volontà per licenziarsi e mettersi alla ricerca di qualcosa altro da fare.
Lavorava per quella stessa azienda da dodici anni, aveva famiglia e si era ormai rassegnato, nonostante la scontentezza, a vivere continuando a fare quella professione.
I libri di sviluppo e miglioramento personale che leggeva lo avevano però portato a considerare il fatto che poteva comunque cercare di essere quanto più possibile felice e di dare il massimo di sè anche facendo qualcosa che non era propriamente ciò che desiderava.
Il punto, continuava a raccontarmi Francesco, era che non sapeva neppure che cosa desiderasse in realtà fare.
Ad un certo momento si convinse che avrebbe cercato ad ogni modo di essere più contento e di cercare di rendere felici gli altri, i suoi colleghi ma soprattutto gli utenti, le centinaia di persone che continuamente trasportava con l’autobus.
Proprio quelle centinaia di persone furono la sua sfortuna, e la sua “fortuna”.
Il suo carattere gioviale lo aiutava a crearsi facilmente amicizie con i clienti.
Tra i clienti si parlava sempre più spesso di lui come di una grande bella persona, sempre socievole e disponibile.
Francesco aveva un capo, di cui non ha voluto farmi il nome, che poco apprezzava questo tipo di atteggiamento e che vedeva le cose in modo diverso.
Lo chiamò in ufficio e gli ordinò che, per il bene dell’azienda, e suo, era opportuno che tornasse ad avere un atteggiamento più distaccato e meno amichevole nei confronti degli utenti.
Francesco si ribellò a quest’ imposizione e litigò con il suo diretto responsabile.
Morale della favola: dopo un pò di tempo fu invitato a cambiare mansione e gli fu affidato un ruolo di scarsa importanza in ufficio.
Dopo un certo periodo di crisi Francesco, che continuava ad avere un atteggiamento comunque positivo, decise di salutare tutti e di licenziarsi.
E qui cominciarono i problemi perchè Francesco non sapeva in realtà cosa fare della sua vita.
Quello che lo teneva in alto con il morale era sempre la sua modalità positiva, il suo vedere le cose con occhio “diverso”.
Sulla sua strada il destino, o come lo vogliamo chiamare, gli fece incontrare a una cena Carlo, noto broker assicurativo di Treviso il quale rimase impressionato dall’atteggiamento incredibilmente positivo di Francesco, dalla sua facilità di linguaggio, dalla sua simpatia quasi contagiosa.
Dopo qualche giorno lo chiamò e gli propose semplicemente di fare il venditore. Francesco, decifrando l’accaduto come un segno chiaro di quello che gli stava serbando il futuro, fece un corso di formazione e, nel giro di qualche settimana, cominciò a visitare clienti.
La cosa incredibile fu che uno dei primi clienti che visitò, non prima di aver chiesto il dovuto appuntamento, fu il direttore della grande azienda di trasporti per la quale fino a qualche mese prima lavorava.
La sua professionalità, capacità, positività colpirono profondamente il direttore che aveva sentito solamente parlare di quella persona che aveva scelto di andarsene qualche tempo prima e decise, unitamente al consiglio di amministrazione, di accettare le proposte di Francesco e di stipulare con lui un contratto assicurativo per tutti gli autobus che circolavano.
In un colpo solo Francesco guadagnò quanto non aveva guadagnato nel precedente anno come conduttore d’autobus e adesso era lì di fronte a me che raccontava quest’incredibile storia.
Le sue abilità e capacità, di cui adesso ha chiara cognizione, lo stanno proiettando verso un futuro che non era neppure pensabile fino a qualche tempo prima.
Francesco sta già creando attorno a sè una rete di collaboratori…
… e la sua vita ha preso una piega formidabile.
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Fantastico racconto tantopiù che è una storia vera.
Qui ci vedo le leggi dell’ universo pienamente in azione. Nello stop dato a Francesco c’ è un segno del destino. L’ atteggiamento positivo giusto lo ha portato nonostante le apparenze contrarie dritto dritto verso il successo personale nella sua vita.
Ha seguito perfettamente il flusso della corrente della vita e i risultati non si sono fatti attendere.
Fabio
Ciao Roberto,
storia davvero bella e ispirante.
E la sua efficacia sta proprio in quello che accade solo nelle storie vere: Francesco non ha avuto tutto facile facile; è passato attraverso una serie di difficoltà “esterne” e “interne”, è stato in qualche modo punito, ha fatto una lunga gavetta – che con il senno di poi è stata un’ottima palestra per le sue capacità di relazione -, ha accettato l’incertezza e ha superato sfide notevoli.
Un eroe. Come tutti siamo o possiamo essere, è sufficiente che crediamo che abbiamo il potere di guidare la nostra vita dovunque vogliamo…
Un bell’esempio di cambiamento!
La tenacia, la visione, la lungimiranza e l’incrollabile desiderio di diventare leader di se stessi!
Luigi
Bella storia e soprattutto raccontata bene. Non vorrei depotenziare il fascino e il contenuto di questo racconto, ma non ci trovo nulla di così incredibile. Ci trovo una lotta contro la routine, contro la quotidianità, oltre a un po’ di incoscienza però controbilanciata da audacia e ottimismo. E il rafforzamento di un messaggio abbastanza noto: se aiuti gli altri aiuti te stesso.
Ciao. Francesco (non quello della storia… ma un altro)
Ecco una delle tante cose che danno valore a questo blog: mettendo in luce storie vere belle come questa, aiuta ad apprendere che ciò che chiamiamo “incredibile” si può realizzare nel nostro quotidiano; e che possiamo crederci!
Cambiamento, tenacia, il broker incontrato alla cena che, folgorato, dopo qualche giorno gli propone di fare il venditore…dalle mie parti si chiama destino o, se preferite, botta di culo!
Effettivamente ci vuole anche quello…
Un caro saluto