
Fabio è una persona con moglie e due figli. E’ un mio caro amico. Fa un lavoro di tipo impiegatizio.
Posto sicuro, reddito sicuro.
Beh, posto sicuro oggi come oggi è difficile dirlo.
Si pensa sia sicuro perchè è dipendente di una grande azienda bancaria.
Fabio spesso si lamenta con me di quel che fa.
Dice che vorrebbe cambiare.
Non ama più quello che fa, è completamente bloccato dal posto sicuro- stipendio sicuro.
La moglie, altra mia cara amica, lo tiene sotto controllo con un bel “guinzaglio” e quindi Fabio continua la sua vita lavorativa così come tu puoi ben immaginare.
L’altra sera a cena abbiamo discusso approfonditamente su questo tema.
Ho detto che fino a un secolo fa le persone lavoravano veramente in condizioni disagiate, per non dire disperate.
Oggi un numero notevole di persone in giro per il mondo svolge un lavoro che le appassiona, che le piace, che le fa sentire vive.
Perchè, Fabio, non provi anche tu?
E’ vero, c’è la disoccupazione, c’è la crisi, ma quando mai non c’è stata?
Io ho sempre e solo ricordi di tempi di crisi e di difficoltà.
Poi quando il tempo passa si tende a dire: “Ai miei tempi o l’anno scorso sì che stavamo bene!”.
In realtà il presente tende a ricordare del passato sempre più il lato positivo che quello negativo.
A Fabio ho detto che tante persone hanno scelto.
Si sono licenziate da un lavoro che non amavano più e hanno provato a fare quello che era nello loro passioni.
E se la prima volta è andata male, provano ancora una volta e poi ancora un’altra volta, finchè la vita dice “sì”.
Fabio mi dice anche che per fare quel lavoro a cui tanto ambisce troverebbe tanta concorrenza.
“Molte persone sono più competenti di me sul tema”.
E’ vero. In qualunque situazione ti trovi c’è sempre chi è più bravo di te.
Ma Fabio, se sei motivato veramente, lo sai bene che niente e nessuno può fermarti.
Molti amici e conoscenti continuano a tenere un post di lavoro, pur scontenti, pur non amandolo più.
Sono condizionati dalle famiglie, dalla moglie, dal marito, dai compagni…dalla paura.
Qualche altro invece ha scelto di lasciare quel lavoro che non lo realizzava. Ne fa un’altro, che lo stimola maggiormente pur magari facendolo guadagnare meno.
Chi riesce a fare questa scelta difficilmente poi se ne pente.
...E dopo un pò di tempo anche i guadagni cominciano ad aumentare…
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Credo che la differenza sia in queste due parole, trovare e fare. “Trovare un lavoro” è qualcosa di esterno,sei sempre soggetto a qualcuno e deleghi la realizzazione del tuo piacere a fattori esterni non controllabili.
“Fare quello che ti piace” viene da dentro sei tu che crei il tuo piacere e la tua realtà e indipendentemente da cosa accade sai cosa puoi ottenere.
Si, Roberto, se si fa qualcosa che piace, che ti appassiona,che ti fa stare bene e ti stimola nulla può oporsi a te.
Il piacere che se ne ricava è enorme e quasi sempre il successo, considerato nella giusta prospettiva e nel suo vero significato, non tarda ad arrivare.
tutto bello e tutto vero!!!!
l’unica ‘piccola’ cosa con cui dobbiamo confrontarci sempre, dovunque e comunque è la vita quotidiana, la vita sociale.
le cose da mettere assieme sono molte e l’intersecarsi, di tutte le circostanze, provoca il realizzare quello che ci piace, molto faticoso e spesso doloroso.
oltre ad avere un obiettivo chiaro, specifico e realizzabile, dobbiamo avere anche le “p….” per procedere e, questo, è difficile.
non è facile trovare un lavoro che piaccia e ci metta in condizioni economiche da stare tranquilli subito.
personalmente credo che tutto debba partire dal coltivare passioni, che possono sicuramente diventare sicure realtà tali da far sentire al posto giusto sempre.
Io ho fatto per anni un lavoro che si mi piaceva ma poi mi sono reso conto che lo facevo solo perchè ne ero capace e non realmente perchè ci mettevo passione.
Ora il mercato è stagno, ma io ho deciso di fare quello che mi appassiona veramente e sto costruendo mattoncino per mattoncino il mio sogno.
Le difficoltà sono tante ma non mi arrendo perchè sò che avrò successo e lo vedo ogni giorno perchè il mio blog sta crescendo, i miei contenuti e prodotti vengono sempre più apprezzati, devo solo avere pazienza e il tempo mi darà ragione
Meglio vivere facendo ciò che ci appassiona invece di morire facendo qualcosa che non ci piace.
Bel post e bell’argomento!
Credo interessi molti persone specialmente di questi tempi dove l’insoddisfazione sembra crescere giorno dopo giorno, non so se prima si stesse meglio o peggio, è difficile trovare un metro di misura oggettivo, sicuramente la gente sembra essere più insoddisfatta della propria condizione.
Mi chiedo sempre quale sia il vero limite per uscire da una condizione di insoddisfazione. In molti casi credo sia la mancanza di obiettivi chiari, senza quelli è difficile agire con motivazione. Da quando ho definito un obiettivo chiaro ho trovato la motivazione necessaria per muovermi e ottenere risultati.
Conosco molte storie di persone che hanno avuto il coraggio di mollare il posto fisso, ora sono serene e soddisfatte della propria scelta. Il punto è capire la propria strada, è capire dove si vuole andare.
In merito a questo argomento vorrei condividere un post recente che può aiutare i lettori a rispondere a una domanda, non così scontata.
“Perchè lavori?”
Nel post la risposta illuminante e personale di un grande dello sviluppo personale ci fa riflettere per la lucidità della risposta e ci può aiutare a trovare a nostra volta risposte fondamentali per il cambiamento.
E’ un esercizio che uso spesso nei corsi di leadership!
Buona lettura.
http://entradentro.wordpress.com/2009/12/01/perche-lavori/
Io sono una che ha provato…… e forse l’errore sta proprio qui, nell’averci provato e basta. A dire il vero i primi tempi ci ho anche creduto di poter fare la differenza, amavo quel lavoro….. ma se le banche non credono in te dopo un po’ i debiti ti soffocano, in attesa di poter fare la differenza, come vivi? come paghi le spese? Sono tornata a fare il mio vecchio lavoro, il posto fisso dal quale avevo preso l’aspettativa e ho iniziato un po’ a morire………..
Per Marina – “E più è elevato l’obiettivo, maggiore è la possibilità che tu cada, magari anche un attimo prima dell’arrivo. Ma, e qui sta la differenza tra gli uomini, puoi rialzarti, ricominciare e lì dove sei caduto proseguire diritto e sicuro verso la tua meta.”
http://www.investisutestesso.com/blog/crescita/sei-come-un-chicco-di-grano/
Coraggio Marina, non arrenderti ad una morte lenta; come hai provato proverai ancora e ancora, finché non avrà nessuna importanza, avessi fallito anche cento volte: basterà una di cui poter dire “ce l’ho fatta!” – e sarà il più bel successo di sempre. In queste pagine ci sono sicuramente tanti spunti, troverai quelli su misura per i tuoi progetti.
Spezzo una lancia in favore di Marco Ferraro, i suoi lavori
sono veramente eccellenti, non mi ha pagato certo per dire
questo, lo dico perche’ ho ricevuto un prodotto superiore
alle mie aspettative, ho ricavato grandi benefici in gioia
e benessere, sono stata seguita passo passo dalla Sua co-
stante disponibilita’ a rispondere alle mie domande.
Ha fatto bene a cambiare lavoro per fare quello che fa
(molto bene) adesso! Vedete, SI PUO’.
Vi lascio una testimonianza vissuta sulla mia pelle, non teoria, sul lasciare il proprio lavoro per fare quello che piace di più. Ho lasciato che mio marito lo facesse, con 2 figli piccoli abbiamo venduto casa e tutto il resto per finanziare la sua nuova attività, nel giro di 2 anni aperta e poi chiusa. Mi sono adattata a ogni genere di lavori per pagare la casa dove abitiamo ora, intanto gli anni passano e lui fa ciò che gli piace davvero: collabora in una struttura dove si pratica il suo sport preferito, in cambio di un reddito risibile. Morale: dopo i 30, se non hai una copertura finanziaria, continua a fare quello che stai facendo, ci capirai di più nella prossima vita!