Quanto siamo straordinari!
L’altro giorno mentre ero a pranzo con alcuni amici mi sono accorto ( non è la prima volta che succede) che uno di loro era si presente ma in realtà assente.
Accade spesso che, nei rapporti quotidiani con le altre persone, siamo presenti fisicamente e assenti mentalmente.
Questo capita in ogni possibile frangente. Quando si è al lavoro, quando si è con amici, quando si è con la persona amata o con i figli.
Quante volte volte succede che stai parlando con una persona e ti accorgi chiaramente che questa persona sta già pensando alla risposta che ti deve dare o, peggio, sta pensando ai fattacci suoi.
Ovviamente succede anche il contrario.
Con un collega di lavoro o con un amico spesso succede che lui parla e tu nemmeno lo ascolti e con la mente vaghi a inseguire altre idee.
E’ come se fosse un discorso tra sordi: uno parla e dice quello che deve dire.
L’altro non sente nulla in realtà di quello che dice l’altro e che magari potrebbe essere estremamente importante.
Purtroppo è naturale che mentre gli altri parlano, una serie inevitabile di giudizi passano attraverso la nostra mente.
Lo so che non è semplice ma dovremmo evitare o cercare di evitare di essere “giudicanti” .
Porre attenzione a quello che dice l’altro ci permette di “catturare” le cose veramente importanti.
Concentrarci, passo dopo passo, a fare domande su quello che si è veramente “sentito” dall’altro.
Quello che ci fa crescere non sono le risposte ma sono le domande che, in via autonoma, sorgono spontanee dentro di noi.
Socrate, il grande filosofo ateniese, diceva che la conoscenza è “reminiscenza“, cioè ricordo di qualcosa che è già dentro di noi.
La sua tecnica, superlativa, veniva chiamata “ars maieutica“.
Faceva in modo che fossero i suoi allievi, attraverso il costante dialogo, a “partorire” le idee e la conoscenza relativa a un determinato tema, in modo quasi del tutto naturale.
Questo creava uno stato per il quale ciò che era pronto ad “uscire” dalla mente degli allievi, usciva.
Ecco perchè è necessario ascoltare realmente la persona che parla, essere partecipi di quello che dice.
Con tutta probabilità quello che dice ti può fare crescere.
Impegnamoci un pò tutti ad essere sempre presenti non solo fisicamente ma anche mentalmente.
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Ciao Roberto,
quello di cui parli è molto vero e molto reale: quante volte a ciascuno di noi è capitato di essere o in una delle due posizioni o nell’altra.
Facendo coaching a chi vuole attrarre la persona giusta o realizzare una relazione migliore, mi trovo quotidianamente di fronte alla domanda: “Come faccio a sedurla/o? Che cosa gli/le dico?”. E regolarmente scopro che chi mi fa questa domanda non si pone nemmeno il problema di ascoltare e osservare chi ha di fronte, anche se questa persona è oggetto del suo desiderio. La tensione, la paura di fallire sono preoccupazioni cosi’ forti da impedire di fare la cosa piu’ utile e seduttiva: guardare e ascoltare l’altro.
E se qualcuno si chiede perché è utile ascoltare l’altro per sedurlo, elenco i tre motivi principali: 1) si raccolgono le informazioni per decidere se ci interessa davvero o no; 2) si scopre che cosa ama e che cosa desidera e quindi diventa facile entrare in sintonia con lui/lei; 3) lo/a si fa sentire al centro dell’attenzione, e questa è una cosa che piace moltissimo a chiunque.
Grazie Roberto per il bel post e l’opportunità di scambio!