Da qualche giorno è nato il figlio di mio fratello minore.
Sono andato a vedere Mattia in ospedale: era piccolo piccolo, eppure già così forte e ben solido nella sua culla.
Non ho potuto far a meno di pensare alla lotta che ha dovuto sopportare e vincere per poter nascere.
Anche Mattia è una persona speciale: per venire al mondo ha dovuto veramente sudare le proverbiali sette camicie, se non di più.
Milioni e milioni di cellule spermatiche hanno iniziato la grande battaglia a suo tempo, e solo una ha vinto, solo una è riuscita nella miracolosa impresa di arrivare a quel nucleo tanto agognato e desiderato, l’ovulo.
Quella cellula eri tu Mattia, tu con la tua forza e la tua eleganza sei riuscito là dove milioni di altri non son riusciti e son caduti nella battaglia.
Ogni cellula spermatica era così piccola che, per vederla ad occhio nudo, sarebbe stato necessario il microscopio.
A questi livelli così infinitesimali si è combattuta la tua battaglia.
Pensa a che cosa conteneva quel primo carico, ventitre cromosomi che dovevano a tutti i costi unirsi ai ventitre cromosomi dell’ovulo.
I cromosomi spermatici contenevano tutto ciò che era il materiale ereditario e le caratteristiche del tuo papà e dei suoi antenati.
Quelli dell’ovulo contenevano i tratti ereditari della tua mamma e dei suoi avi.
E’ come se in quei quarantosei cromosomi ci fosse tutta la vita di più di due miliardi di anni di lotte feroci e di vittorie per la sopravvivenza.
E un unica cellula spermatica, la più veloce, la più resistente, la più forte ha raggiunto e si è unita all’ovulo che attendeva per creare una nuova fantastica vita: la tua.
Sei così piccolo, sembri indifeso, eppure hai già combattuto una battaglia strenua, da cui sei uscito vincitore.
Ecco perchè sei già un campione: perchè le difficoltà e i problemi che troverai crescendo saranno ben poca cosa se paragonati a quelli, incredibili, superati al momento del concepimento.
E così non solo Mattia, ma anche tu, io, tutti siamo nati campioni. ![]()
Già all’inizio di “noi stessi” abbiamo dimostrato di esserlo; possiamo crederci ancora, soprattutto nei momenti in cui sembra che tutto sia perduto.
Ricorda. Pensa a quell’inizio.
Sei nato campione!
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Complimenti Roberto, un post bellissimo. Spesso perdiamo la capacità di riconoscere in noi le nostre potenzialità, il nostro essere unici, il nostro essere speciali. La routine della vita ci porta concentrarci sui nostri problemi e non sui nostri sogni e le nostre aspirazioni. Meno male che ogni tanto abbiamo la fortuna di leggere post come questi: tiriamo un bel sospiro di sollievo e cominciamo la giornata un pò più leggeri e sorridenti.
Intanto benvenuto al nuovo campione Mattia!
Hai ragione Roberto, ogni volta che si è colti dallo scoramento, dal senso di sconfitta e dalla paura del rifiuto è utile considerare il fatto che “esistiamo”, siamo qui e per esserci abbiamo vinto una serie di sfide.
Prima di nascere e anche dopo!
Un esercizio che faccio fare spessissimo ai miei clienti di coaching è quello di elencare tutti i successi (anche minimi) che hanno ottenuto nella loro vita e anche nella giornata che stanno vivendo.
I risultati dell’esercizio sono soprendenti, soprattutto per chi lo fa!
grazie infinite x il tuo post è straordinario a volte presi come siamo dalla vita e dalle difficoltà di ogni giorno non ci pensiamo ma è proprio come dici tu! grazie ti abbraccio con tutto il cuore da nonna luana ciao