Postato da Roberto on 10 24th, 2010 | 2 commenti

Coach di te stesso? Si, ma come? – I. parte

Se mi segui da un pò di tempo ti sarai accorto che uno degli elementi più importanti per me è la capacità di essere da guida di se stessi, da trainer di se stessi, da coach di se stessi. Coach di te stesso? Si, ma come?   I. parte

Si, mi dirai, tante belle parole, tante belle intenzioni, ma poi al lato pratico come si fa?

Beh, il percorso di un coaching su se stessi è un percorso non breve, è una costruzione, è come creare un casa, partendo dalle fondamenta per proseguire verso le mura, il tetto e ciò che sta intorno.

E’ evidente che, in un breve post di un blog, non si può spiegare compiutamente come fare, in cosa consiste, quali sono gli strumenti.

Conto però di dare qui una qualche indicazione sul percorso.

Innanzitutto essere coach e guida di se stessi vuol dire immaginare, sognare e poi costruire.

Sapere dove ci si trova e sapere dove si vuol arrivare. Coach di te stesso? Si, ma come?   I. parte

Per fare questo bisogna conoscere alcuni strumenti, semplice e potenti nello stesso tempo, che ti aiutano nel percorso di cambiamento.

Eh si, perchè in realtà io credo che il coaching sia appoggio al cambiamento costante che ognuno di noi vive.

Ci sono alcuni elementi che credo bisogna considerare, al di là degli strumenti e delle teorie.

Bisogna raggiungere in primis un certo grado di consapevolezza;

1 - Consapevolezza sul fatto che bisogna darsi da fare.

2- Consapevolezza sul fatto che i primi tuoi nemici sono le comodità e i comfort su cui ti adagi.

C’è una frase che mi si è stampata in testa ( una delle tante..sic Coach di te stesso? Si, ma come?   I. parte ) e che mi è particolarmente cara: recita più o meno così:

La qualità della tua vita è inversamente proporzionale al grado di comfort a cui tu sei abituato“.

Sostanzialmente dobbiamo cercare di uscire dalle zone di sicurezza, di agi, ma anche di semplici abitudini perchè così facendo ci si apre la mente ai cambiamenti.

3 - Consapevolezza sul fatto che è necessario lottare per poter ottenere la libertà di scegliere quello che si desidera veramente.

4 – Consapevolezza che piccole decisioni possono cambiare le sorti del tuo viaggio. Coach di te stesso? Si, ma come?   I. parte

5 - Consapevolezza su dove sei, cosa stai facendo, e soprattutto dove vuoi andare.

Nel corso degli anni ho partecipato a diversi corsi di formazione, sia in ambito strettamente tecnico, che ineriva alle mie attività professionali, sia in ambito personale, e quindi di mio interesse formativo.

Ebbene una delle sensazioni che mi lasciavano sempre alquanto perplesso era il senso di incompiutezza, di non chiarezza che accompagnavano queste giornate di formazione.

Cerco di spiegarmi meglio: nelle sedute, nei corsi si cerca di affiancare, a un percorso teorico, degli aspetti pratici, delle esercitazioni, qualcosa che, nelle idee dei formatori, ricrei le stesse situazioni che si vivono nella vita di tutti i giorni, nella vita esterna.

E qui stava il punto per me dolente. C’era sempre in questo una certa qual dose di falsità, di costruzione artefatta, di grigiore pur nel massimo impegno di tutti.

E allora mi sono chiesto…come si potrebbe evitare ciò, come si potrebbe far si che ognuno riesca a partecipare ai corsi, a “formarsi” senza entrare in quella zona di grigio a cui accennavo prima?

Uno dei metodi più interessanti potrebbe essere  quello appunto dell’essere guida e coach di se stessi.

Avere gli strumenti e riuscire nel contempo ad essere in primo luogo un vero allenatore, un vero coach e in secondo luogo essere coach non di altri, ma di se stessi.

Le possibilità ci sono, gli strumenti pure. Si tratta solo di conoscerli e farli fruttare.

Continua..

P.S. Bonus Membership Coach di te stesso e Le Sette Chiavi del Miglioramento Personale



2 Responses to “Coach di te stesso? Si, ma come? – I. parte”

  1. Monica scrive:

    Non possiamo essere coach, formatori, counsellor, se prima di tutto non siamo in grado di fare su noi stessi tutto quello che comportano tali attività. Concordo pienamente con te quindi, sul fatto che sia fondamentale, al di là comunque del voler fare qualcosa di utile per gli altri, imparare ad essere coach prima di tutto di se stessi, che significa appunto cercare di diventare il più possibile consapevoli delle proprie azioni. Il percorso comincia da lontano…ma ne vale la pena per la nostra vita. Immaginare, sognare, costruire e lottare per uscire dalle nostre zone confort sono i principi fondamentali per diventare coach di noi stessi e quindi protagonisti della nostra vita. :)

  2. Ilaria Cardani scrive:

    Non so se sia importante essere “coach” di se stessi. Nel senso: non so se il termine coach – piuttosto moderno, straniero, ignoto ai più e anche piuttosto difficile – sia quello più adatto per significare che ciascuno deve essere il sovrano unico e assoluto della propria vita.
    Per quanto riguarda la tua esistenza ricordati: è un ambito in cui non esiste la democrazia, quelle che contano sono solo e unicamente le TUE decisioni.
    Tieni la dittatura nella tua esistenza per mantenere la tua libertà personale, che è la cosa più importante che hai (per te e anche per gli altri, garantito).
    E ricordati – come dico ai miei clienti che desiderano attrarre la persona giusta per loro – che nessuna guida, coach, sacerdote, psicologo, medico, psicanalista etc. potranno mai veramente aiutarti, se non sei tu ad aiutare te stesso (o te stessa).

Leave a Reply