Postato da Roberto on 02 15th, 2011 | 11 commenti

La vita è bella

Mi piace vedere film belli alla televisione.

Mi piace rivederli anche più di una volta, se mi hanno lasciato dentro un messaggio  importante.

Mi è capitato con il film di cui ti parlo in questo audiopost

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11 Responses to “La vita è bella”

  1. Marcello scrive:

    Bel messaggio Roberto, viva la vita :)

  2. Ilaria Cardani scrive:

    Nel tuo audio Roberto parli della sofferenza delle persone che ci stanno vicine, anche quelle che commentano i tuoi articoli e in quei commenti manifestano il proprio dolore.
    In effetti la cornice de “La vita è bella” è quella di una tragedia atroce e inspiegabile (possiamo mettere in campo tutte le teorie possibili della psicologia e dello sviluppo personale, ma questo è ed è stato indiscutibilmente: un’immensa, inspiegabile tragedia). Ora molto spesso – e per fortuna – il dolore della maggior parte delle persone non ha origini e cause di tali enormi proporzioni. Le persone soffrono prevalentemente per problemi legati al loro lavoro, alla loro relazione, al rapporto con il denaro o con il proprio corpo. La convinzione che mi sono fatta è che molto spesso questo tipo di sofferenza nasce da un “disallineamento” tra quello che si è e si vuole essere e le “suggestioni” che vengono dall’esterno. Le quali danno indicazioni diverse rispetto al come si è e al come si deve essere. Il film che citi non è uno dei miei preferiti – de gustibus – ma il messaggio forte, tipico tra l’altro della personalità del regista, è: andare “contro”, trovare una via diversa, addirittura “opposta” e “scioccante” (come si fa a ridere e a far ridere in un campo di concentramento?) è la salvezza, è il grande atto creativo ed è, appunto, vivere in modo autentico e celebrare la grandiosità dell’esistenza.
    Ciao, amico mio, e buon proseguimento.

  3. Marco ferraro scrive:

    Hai proprio ragione Roberto, caro amico mio. La vita è bellissima, in ogni sua sfumatura, anche quando ci facciamo tante pippe mentali.
    Perchè perchè è proprio in quei momenti che scopriamo parti di noi stessi che non conoscevamo e quando ci risvegliamo non facciamo altro che metterci a ridere di quei momenti in cui ce le facciamo. Concordi? :-)

    La questione è sempre nell’atteggiamento con cui affrontiamo ogni singola esperienza. Se positivo ogni esperienza è una cerscita, se negativo ogni esperienza è un dramma!

    Quale sarà l’atteggiamento più costruttivo secondo te? :-)

    Complimenti per l’audiopost Roberto

    Un caloroso saluto

    Marco Ferraro

  4. Umberto scrive:

    Vero Roberto, film stupendo e lezione di vita meravigliosa.
    Spesso mi chiedo che cosa avrei fatto io se fossi vissuto ai tempi del nazismo e soprattutto se fossi nato tedesco piuttosto che ebreo: non riesco mai a darmi una risposta.
    Come non riesco a darmela quando penso al terzo mondo, ai bambini africani che muoiono per malattie che da noi sono state sconfitte decenni fa.
    Non abbiamo fatto niente di buono per meritare questa vita, e non fecero niente di male loro per meritare quella.
    Eppure incredibilmente oggi giorno c’è tanta gente che si lamenta per cose assurde e che reputa importanti cose totalmente superflue.
    Credo che hai ragione a dire che la vita è un dono e non la considero una frase fatta.
    Bisogna veramente assaporarla in ogni momento, sia nella gioia sia nel dolore, ed è proprio in quest’ultimo stato che riusciamo a percepirne la vera essenza.

  5. Gennaro Ponzo scrive:

    Bellissimo film che ho visto molto tempo fa e mi sono anche emozionato molto. Credo che sia fondamentale emozionarsi di fronte ad una storia che induce emozioni legate alla stagione delle vicende umane tristi, ma come ha sottolineato Roberto,e’ stato entusiasmante per me vedere come in un film del genere si possano accostare due emozioni vitali per l’uomo: la tristezza e la felicità. Imparare ad accettare e manifestare le proprie emozioni credo sia il dono più grande che l’uomo abbia ricevuto. Il bambino appena nato se ha l’esigenza di soddisfare un proprio bisogno inizia ad utilizzare il pianto per farsi sentire dalla mamma o da chi si prende cura. Il bambino che iniza ad imparare a parlare comincia a comunicare con gli altri e gioire di questa qualità della parola e poi……….

  6. Carlo D'Angiò scrive:

    Roberto, era da un pò che non venivo dalle tue parti. E devo dire che sono rimasto impressionato. Stai facendo davvero un lavoro straordinario.

    “La vita è bella” è un capolavoro a strati. Molti amano Benigni e la sua interpretazione. Altri subiscono il fascino dell’ambientazione, del contesto, della vicenda nazista. Altri ancora, come te, sentono vibrazioni più profonde che agiscono su uno strato di grande umanità, ma anche di immensa angoscia che scaturisce dal rapporto con un figlio che da un momento all’altro può morire sotto gli occhi del padre o assistere alla sua morte senza che nessuno possa muovere un dito per mettere fine a questa immane tragedia.

    In questo scenario infernale, la forza del padre – che si esplica e, ancor più, si comprende sulla base del “rapporto” paterno – di rappresentare il campo di morte come un campo di gioco, per allungare “il bello della vita” nell’esperienza del figlio, è l’insegnamento più grande.

    Bello l’audiopost!
    Complimenti.

  7. roberto scrive:

    Ciao Roby,

    “la Vita è Bella”. Il messaggio più bello che si possa dare.
    Mi ricorda un pò i racconti che mi facevano i Nonni da piccolo, racconti di una vita certamente più dura di quella che viviamo noi, ma il mio ricordo più bello è la serenità e la dolcezza che c’era nei loro occhi.
    Un pò come il “papà” Benigni quando spiega al figlio cosa vede e cosa sta succedendo.
    Il suo messaggio è ” E’ dura, è difficile ma allo stesso tempo è bello e noi ce la possiamo fare e quando la racconteremo, possiamo dire che ci siamo divertiti a superare le difficoltà, abbiamo goduto dei momenti di gioia e abbiamo incontrato tanta gente simpatica lungo il viaggio”.

  8. Barbara Massini scrive:

    Ciao Roberto

    ho ascoltato il tuo audio e ne sono rimasta davvero colpita: è breve ma molto intenso

    e soprattutto tratta un argomento che diamo sempre per scontato: la vita.

    e’ vero che non si deve vivere con il pensiero fisso che prima o poi si deve morire ….

    però è bene capire che ogni momento della nostra vita terrena è assolutamente prezioso e come tale deve essere vissuto.

    LA VITA E’ BELLA.

    Ciao Roberto

    Barbara Massini

  9. chiara scrive:

    ..proprio qualche giorno fa parlavo di questo film con un’amico, per me è uno dei più belli, uno dei più significativi, logicamente Benigni esagera nell’interpretazione con la sua comicità, per farci vedere un concetto che è essenziale.. come cambia ogni eperienza se la guardi da un’angolazione diversa, ci sono situazioni che non possono essere modificate se non attraverso la capacità di vedere in maniera differente e questa capacità ci salva….la condivisione del dolore a volte è l’opportunità di crare legami meravigliosi che restano i più significativi della vita esserci potuti aiutare a vicenda nella forte difficoltà crea dei rapporti di amicizia che non finiranno mai … e questo lo dico per esperienza personale

  10. Alessandro scrive:

    Salve Roberto, è la prima volta che entro in questo blog. Me l’ha consigliato un’amico, dicendomi di farci una visitina. Ma direi che merita molto più che una semplice “visitina”. Merita di essere assaporato in tutti i sensi. E’ veramente un sito bellissimo e ricco di contenuto, come pochi.
    Noto che lo gestisci con molta cura, come una specie di “casetta”, in cui ti rifugi per aiutare te stesso e gli altri, facendo un servizio molto utile alla gente. E’ un blog molto speciale, dove ci si confronta, ci si ascolta, ci si aiuta, come una grande “famiglia” che piano piano si allarga ed è sempre pronta per le persone nuove, (come me).

    La vita è bella. Un grande film, d’altronde chi non lo conosce?
    Un film che insegna, che fa emozionare e fa pensare a quanto siamo fortunati. Racconta di amore.
    E tu sai rappresentarlo in tutti i suoi sensi.

    Ho girato un po’ tra le righe di questo blog e ne sono rimasto affascinato.
    Continua così!
    Con grande stima :) .

    Alessandro

  11. gloria scrive:

    ciao,

    ho visto 3 volte il film…domande ce ne
    facciamo tante…ma dipende sempre da come guardiamo alle cose, dipende se ad esempio
    crediamo in tante vite, dipende dal fatto
    che non conosciamo molto del nostro cervello
    inutilizzato, dipende dal gregge…dai nostri programmi mentali…dalla paura,

    a me il film è tanto piaciuto, io l’ho letto così: il padre voleva mostrare al figlio che tutto è un gioco…e si può anche
    vincere quello che si desidera con impegno,
    per un adulto invece è così: dai drammi si
    esce con una energia fresca per scoprire parti di se ed evolvere magari in sentieri incredibili…ci si rafforza, oppure si tiene l’occhio sulla miseria che crea altra miseria…come sempre le domande restano…ma nel presente dobbiamo togliere
    la forza al passato e ricordarci che siamo
    vita…io esarò forse una dei rari che pensa che non conoscendo le cose passate, non insistendoci sopra almeno si viva meglio perchè noi impariamo imitando…
    e ci allineiamo con quelle situazioni, le
    sappiamo…basta, perchè conoscerle è viverle, non leggerle… osservo molto e solo nel nostro corpo avvengono tante cose…cellule che mangiano altre cellule…tutto un movimento…
    secondo me la natura non ha un idea di bene e male…però penso che noi tendiamo alla bellezza, io ne ho viste, ma l’ultima parola è sempre quella del sentirsi bene, leggeri e godere della vita, e magari inventarci nuove cose, invece di studiare armamenti…forse
    gioverebbe studiare per vivere meglio prolungando l’esistenza di molto e stando
    bene…e questo è solo per chi ama la vita, non i fatti della vita, la magia della vita,
    un abbraccio a ci crede oltre tutto, Gloria

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