Postato da Roberto on 10 3rd, 2010 | 6 commenti

E adesso…come faccio

E adesso…come faccio?

E’ una tipica domanda che ci facciamo… sembra quasi una domanda di protezione.

Ce la facciamo in tutti quei casi in cui ci troviamo ad affrontare qualche difficoltà nel lavoro, in qualcosa che dobbiamo fare, nelle relazioni con gli altri.

Ed è una auto-domanda diabolica, perchè tende a porci immediatamente a livello interiore, in condizione di inferiorità, di debolezza, di incapacità.

…quasi un blocco nello sviluppo personale di ognuno di noi.

Me ne sono reso conto diversi anni fa ed è stata una scoperta per me importante. Una frase a prima vista insignificante, semplice, quasi ironica – e adesso come faccio?- , rischia di diventare  un baluardo insormontabile.

E adesso come faccio è la prima domanda che ti vien posta quando poni un’idea di cambiamento in qualcuno, ma è anche la domanda che tendi a porre a te stesso quando di fronte a  te hai o subisci un cambiamento, e lo senti come pericoloso per il tuo stato di comfort.

Quando ho avuto modo di approfondire la Programmazione neurolinguistica e i suoi strumenti una delle cose che più mi hanno “toccato” è stata l’ importanza del linguaggio e della parola.

Attraverso il linguaggio ci creiamo il mondo, attraverso la parola e il modo in cui ce la diciamo possiamo modificare e decidere buona parte della nostra realtà.

Ecco che  “e adesso.. come faccio“può trasformarsi nel semplicemente “faccio“.

L’azione è il segreto di ogni cosa.

Quanto spesso purtroppo ci nascondiamo dietro il “come faccio?” per non fare e non agire?

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6 Responses to “E adesso…come faccio”

  1. roberto scrive:

    E’ vero, il linguaggio è importante nella fase dello sviluppo personale. Sapersi parlare, sapersi motivare con le giuste parole all’azione ci rende capaci di superare “muri” all’apparenza insormontabili.
    Agire senza stare lì a rimuginarci sopra, ti scuote e anche se i primi passi sono un pò incerti ti risveglia le energie sopite e tutto diventa più affrontabile.

    p.s. Ciao Roby, anche se ultimamente ho commentato poco ti leggo sempre :-)

  2. GIovanni scrive:

    Senza dubbio, l’unica possibilità di crescere e affrontare le cose e appunto nel FARE.
    Non è certamente facile ma, se evitiamo i piccoli inganni della mente, come quella citata “e adesso… che faccio” e ci educhiamo all’azione, allora tutto è possibile.
    Ho detto ci educhiamo come spunto per citare un grande educatore: S. Suzuki.
    Egli diceva:
    Se avete un’idea, realizzatela.
    Non c’è alcun merito nel limitarsi a dire che si farà questa o quella cosa.
    Il risultato non cambia. Cio che conta è agire. D’ora in poi prenderò l’abitudine di realizzare sempre ciò che mi propongo.
    …poi continua dicendo di educare a questa abitudine sin da bambino.
    Questo, secondo me fa la differenza.
    Educare sin da bambino.

  3. Gennaro scrive:

    Fondamentale il tuo quesito, ma credo che oramai siamo intrisi di un linguaggio che appartiene a schemi mentali ormai datati che attualmente non sono più utilizzabili. Le nuove generazioni si trovano in difficoltà su questo aspetto in quanto da una parte hanno a che fare con genitori che cercano di trasmettere ancora vecchi schemi non utilizzabili, mentre d’altra parte si trovano a doversi confrontare con schemi nuovi che si stanno formando. Quindi ben venga l’azione che è un metodo sempre funzionante fin dagli albori dell’esistenza umana.
    A presto

  4. Ilaria Cardani scrive:

    Beh: “E adesso…come faccio?” è una domanda di protezione, forse si’, forse no…

    E se fosse anche e soprattutto una domanda di “rivelazione”?

    Chi rimane inchiodato nella sua vita di sempre e alle sue negatività di sempre non se la pone proprio una domanda del genere.

    Anzi, il suo problema è – come dico ai miei clienti che vogliono attrarre la persona giusta per loro – che di domande non se ne pone.

    Chi invece coglie il contrasto tra il reale e il possibile, tra quello che è e che è stato e quello che invece in futuro sarà, per un attimo la domanda: “E adesso… come faccio’” di sicuro se la pone.

    Poi, certo, se ne pone delle altre, partendo da “Che cosa incomincio a fare per avere cio’ che voglio davvero?”

  5. Luigi scrive:

    Confermo che è l’azione il vero segreto per la riuscita in qualunque cosa.
    L’azione ci fa vincere il timore di non riuscire o di sbagliare rendendoci persone motivate e dinamiche nella vita di tutti i giorni. Complimenti per l’articolo mi è piaciuta molto la frase:
    “Attraverso il linguaggio ci creiamo il mondo,…”
    E’ proprio vero quello che hai detto!
    Saluti

  6. Ciao a tutti è da qualche mese (quindi sono fresco fresco :P ) che seguo con passione l’argomanto della crescita e della formazione personale.

    E’ incredibilmente vero che lasciare la propria zona di confort costa una fatica bestiale, più di una volta ho pensato fosse al di sopra delle mie capacità.

    E quindi “come faccio a non soffrire più per quella cosa”? Quando cominci a lavorare su te stesso ti rendi fortunatamEnte anche conto che c’è sempre un modo per affrontare le cose, per migliorare la situazione, per imparare dagli eventi invece di esserne semplicemente investiti.

    E molte volte il farlo è anche divertente :)

    Buona giornata,
    Giacomo

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