Post scritto da M.

Ultimamente osservo in modo critico i comportamenti delle persone.
Per lavoro, mi confronto sempre con persone e noto diversi comportamenti in merito a medesimi problemi.
Questo mi fa pensare a quanto diversi siamo gli uni dagli altri.
Beh Tu dirai, dove sta la cosa strana?
Forse non c’è nulla di strano o forse è il caso di fermarci e riflettere su come noi affrontiamo le varie situazioni di ogni giorno.
Durante la cena di questa sera con mia moglie e mia figlia, dove oramai tutto è collaudato: ognuno ha il suo preciso compito nell’apparecchiare la tavola, nel disporre le posate, nell’accudire la piccola e parlando (come ogni sera) di com’è andata la giornata, quasi inconsciamente, siamo entrati in questo profondo argomento e senza accorgercene siamo arrivati a discutere di come ci comportiamo, di come noi reagiamo.
Ne è uscito che l’approccio alle situazioni è di fondamentale importanza. Vedi persone che per 5 centesimi si fanno il sangue “cattivo” e altre che danno il giusto peso alle cose.
Forse il ‘giusto’ sta nel mezzo.
Ed è proprio questo l’argomento che vorrei affrontare: “è proprio vero che il giusto sta nel mezzo??”
Io non sono del tutto d’accordo con quest’affermazione; si leggono spesso articoli, dove è specificato che i leader, i gestori delle risorse umane, i manager (come il caso attuale di FIAT) devono trovare il giusto equilibrio tra le varie personalità con cui hanno a che fare e quindi usano la classica arma/strategia ‘del bastone e della carota’.
Devo continuamente mediare, stare nel mezzo di una scacchiera e giocare, giocare, ogni giorno giocare per fare scacco, per vincere la partita; che partita poi, mi verrebbe da chiedergli!!!
Il fare soldi, l’ottenere qualcosa a discapito di qualcos’altro, l’avere successo e non ultimo, il cercare di non farsi ‘fregare’ …??
Penso che le persone sagge riescano ad ottenere il massimo dai loro interlocutori senza chiederlo, senza farglielo pesare e senza che per loro sia una fatica .
Ma torniamo al ‘giusto sta nel mezzo’.
Ogni volta che penso a quest’affermazione, a quest’atteggiamento verso il mondo, mi si accende una lucina che mi dice: “Attento a non farti coinvolgere, a non farti sopraffare dalle situazioni …, cerca di rimanere fedele a te stesso”.
Penso che lo stare in mezzo, sia una sorta di voler a tutti i costi piacere, essere adatto, non voler creare problemi, l’essere considerato buono, corretto e giusto.
Vedete, se questo fosse vero credo sia una cosa da evitare a tutti i costi.
Lo so, starete pensando: belle parole, tutto carino ma nella società d’oggi dove vai se non riesci stare bene in bilico nel bilancia dei rapporti interpersonali?
Forse è solo una questione di scelte, sia consce che inconsce.
Forse la legge di attrazione (sulla quale mi sto ancora documentando) crea veramente tutte queste circostanze sia positive che negative.
Ora una domanda: “quanto lo stare nel mezzo compromette il nostro modo d’essere e quanto lo rende più forte?”
A voi la replica.
BUONA VITA A TUTTI
M.
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