Postato da Roberto on 01 5th, 2010 | 9 commenti

Come far fruttare il Talento

Nelle pagine del “Segreto dell’Eccellenza” ho definito l’Eccellenza come il “Meglio di te“.

Il “Meglio di Te” in quel contesto, in quel momento, con quelle possibilità.

Affronto oggi, all’interno dell’Eccellenza il tema del Talento, del Dono interiore, del Tocco divino, come mi piace chiamarlo.

Penso ai grandi campioni sportivi del passato, penso ai Maradona e ai Van Basten del calcio, ai John McEenroe nel tennis, ai Carl Lewis nell’atletica leggera.

Mi riferisco all’ambito sportivo perchè è quello più facilmente identificabile da milioni di persone per quanto riguarda il Talento.

Come sfruttarlo questo benedetto Talento, questa goccia divina di cui tutti siamo impregnati e soprattutto… come non sprecarlo?

Se mi concentro sulla mia esperienza calcistica, provo sensazioni estremamente belle ma nel contempo anche di grande disagio.

Questo avveniva, ricordo bene, quando l’allenatore di quel particolare momento o annata pretendeva, in modo anche non propriamente gentile , di farmi migliorare in quelle caratteristiche su cui proprio non eccellevo.

Mi spiego. Io calciavo solo con il piede sinistro (il piede destro, scherzavano un pò tutti, mi serviva solo per salire o scendere dall’auto :-) ) ed ero piuttosto lento nei movimenti brevi.

…E per anni mi sono sentito ripetere, -ne capisco comunque l’intenzione positiva-, che dovevo imparare a calciare anche con il piede destro, che dovevo diventare più rapido nei movimenti brevi, che dovevo e potevo, che avrei dovuto e che avrei potuto

Devi e puoi” in quel contesto mi hanno spesso messo a disagio.

Ma mi ero autoconvinto comunque della bontà di queste insistenze e giustificavo il fatto di sentirmi a disagio con la necessità di dover imparare quello che purtroppo non riuscivo a fare bene e che non mi veniva naturale.

E’ solo nel corso degli anni, per mezzo di esperienze diverse, conoscendo tante persone, e maturando “vissuti” con manager di svariato tipo nel mondo del lavoro che pian piano si è fatta strada dentro di me la domanda:

Perchè non focalizzarci sulla “goccia divina”, sul Talento, invece che perder tempo cercando di far diventare le persone ciò che non possono diventare?

E si, perchè io alla fine, nonostante gli anni e gli allenatori passati, non ho imparato a calciare con il piede destro e non sono nemmeno diventato più rapido nei movimenti brevi… :cry:

Ancora adesso vedo persone ricche di potenzialità che non vengono pienamente attivate.

E a queste stesse persone invece viene chiesto costantemente di andare a lavorare e a sacrificarsi per migliorare le caratteristiche su cui non eccellono.

Perchè?

Perchè  cercare di diventare  quello che non si può e non si è  e non si focalizza invece l’attenzione  sul cercare di portare il Talento e il Dono al massimo dei livelli possibili?

Mi rendo conto di dare una prospettiva particolare al tema rispetto a quello che si legge o che viene insegnato normalmente con altre modalità.

Ma credo sarebbe una gran bella cosa e un gran balzo in avanti per tutti se ognuno di noi potesse trasformare la sua vita in base al Talento che gli è stato donato.

Altra questione poi è riuscire a rispondere alla fatidica domanda:

Ma qual’è il mio Talento?

Qual’è la mia Goccia divina?



9 Responses to “Come far fruttare il Talento”

  1. aida scrive:

    quando siamo piccoli non ci chiediamo mai chi e’ il percorso che vorrei fare nella vita. mi ricordo che in quei tempi tutto scorreva nella perfezione. mi sentivo sempre innamorata. felice. pieno di energia. qualsiasi cosa che facevo era piacevole, ma sopratutto non mi ponevo mai la domanda qual e’ la strada che vorrei percorrere.
    crescendo ho notato che vogliamo fare qualche cosa che non solo non siamo noi ma sopra tutto non riusciamo dare il meglio.
    mi piace pensare che la nostra strada e’ la nostra scelta. lo esperimentato ed sono veramente stupita e meravigliata. e’ magico.
    sento anche oggi dopo aver preso coscienza di tante cose che i vecchi tempi stanno tornando da grande. sicuramente sto seguendo la mia goccia divina. non credevo che fosse cosi facile tornare indietro per poter riprendere le bellezze dell’epoca, tornare di nuovo felice ed innamorata di tutto cio’ che ci circonda.
    vorrei con tutto il cuore augurare a tutti coloro stano seguendo la strada della crescita spirituale un anno bello e pieno di serenita e amore.

  2. Santo scrive:

    è più semplice stabilire un obiettivo,che individuare il proprio talento.
    Ancora non lo ho individuato, e non sono più giovane.

  3. Marco Ferraro scrive:

    Vivere una vita facendo qualcosa che non si ama fare è come morire. Il fatto di scoprire il proprio talento è di vitale importanza se si vuole vivere una vita piena e appagante.

    Ma se non si conosce il proprio talento sarebbe utile farsi aiutare da chi ci vuole bene chiedendogli cosa vedono in noi che che riusciamo a fare bene e senza fatica e qual’è quella cosa che ci fa brillare gli occhi quando la facciamo.

  4. Massimo scrive:

    Eh il TALENTO …, lo sai Roby, questo è un argomento che mi attrae molto.
    Ho letto l’articolo come pure i commenti, tutti molto interessanti.
    Relativamente al fatto di “…. trasformare la sua vita in base al Talento che gli è stato donato …” come tu scrivi, credo che tutto si possa sintetizzarsi, come già letto in altro tuo post/articolo, sul fatto d’essere affamati, folli e soprattutto lasciarsi andare alle nostre passioni.
    Sono sempre più convinto le due cose vadano di pari passo ….. trovata l’una, l’altra esce di conseguenza.
    Tu cosa ne pensi?

  5. Sonia scrive:

    Con grande piacere leggo stasera la conversazione avuta con il mio compagno proprio stamattina!Viva la sincronicità e il flusso dell’energia d’amore.Forse basterebbe sostituire i tanti “dovrei”, “dovresti” inculcati sin dalla nascita, in qualsiasi ambiente,con “vorrei” “vorresti” e affidarsi alla voce divina che parla in ognuno di noi.Si,Noi siamo artefici del nostro destino e, nella giusta misura, ricordarsi di essere co-creatori con Dio di una vita straordinaria e insostituibile. Sono nata in un ambiente in cui ogni espressione emotiva e sensibile era bandita,dove ognuno compete all’interno della propria famiglia oltre che fuori.Ho stretto i denti, rifiutandomi di cedere alle loro “lusinghe”, ho sofferto cercando di cambiarli, di fargli capire l’importanza che io sento per l’amore, la bellezza, l’amicizia.Ho sbagliato io!Cambiare gli altri per migliorare se stessi è assurdo come cercare di essere ciò che non si è.Ora sono felice di cambiare me stessa e seguire le vie del mio Spirito attraverso la voce del mio cuore.Grazie a tutti.Viva la vita.Ciao.Sonia N

  6. Roberto scrive:

    Il tema necessita di un’approfondimento che non mancherò di postare a breve, anzi a brevissimo.
    Il “Talento” e la “goccia divina” lo meritano…

  7. Ale Iorio scrive:

    Mi sono chiesto spesso perchè solo i calciatori e gli sportivi in genere come i cantanti e altre professioni o ruoli chiave permettessero di fare un lavoro che tale non sembrava e con risultati superiori alla media.
    Il talento in queste figure coincide con la professione svolta e la società permette di esprimersi liberamente ed esercitare il proprio talento. Così non è per un operaio che si sente pittore o un impiegato di banca che vorrebbe danzare, queste figure hanno la chiave (il loro proprio talento) per portare in questo tempo e luogo l’energia che a loro è fruibile nell’espressione del talento stesso, ma non sentono la forza per farlo diventare il loro centro.
    A questo punto mi chiedo se magari lo scopo della vita non sia quello di permettere a tutti di godere della capacità di convogliare per mezzo del talento quel gol fatto di sinistro che tanti definirebbero il più bel gol mai visto.

  8. Fabio scrive:

    Sottoscrivo in pieno! In fondo non credo che Maradona sia mai stato limitato dal fatto di non saper calciare con il destro ;-)

  9. Carlo scrive:

    E’ davvero molto bello questo post e pieno di spunti.
    Mi piace molto l’idea di non perdere il tempo con cose inutili, che non ci appartengono, per focalizzare le energie invece su ciò che naturalmente ci è congeniale e per svilupparlo.
    Fai bene ad approfondire questo tema.

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