
Girovagando qua e là su Internet, tra i miei vecchi libri e tra le slides dei corsi di formazione a cui ho partecipato ho scoperto o, per meglio dire, ho ricordato una cosa interessante
…Un po’ come Socrate a cui Platone faceva dire nel”Fedone“, uno dei suoi più bei Dialoghi che la “Conoscenza è reminiscenza, è ricordare cioè qualcosa che già si sa“.
Quante volte abbiamo letto un libro, visto un film, e ci siamo accorti di “scoprire“qualcosa che …già sapevamo…
“Diamine, lo sapevo già, ma non ne ero consapevole“..Succede più spesso di quel che sembri vero?
Hai visto come l’80/20 (puoi leggere il post cliccando qui) sia quella formula matematica detta Legge di Pareto che “indica una distribuzione della ricchezza nella società. Una distribuzione della ricchezza enormemente diseguale. Diseguale e predicibile“.
Adesso è la volta della cosiddetta Legge di Parkinson. Dirai o penserai che sono un pò “palloso” con tutte queste cose, ma devo dirti la verità, mi hanno così tanto incuriosito che ho deciso comunque di scrivere qualcosa al proposito.
La Legge di Parkinson evidenzia che, ed è una cosa che tutti noi abbiamo provato e proviamo costantemente, la complessità e la difficoltà percepite di un compito da sostenere aumentano in relazione al tempo assegnato per la sua esecuzione.
Si tratta sostanzialmente del miracolo della scadenza imminente. Quante volte ti è successo? Tante vero? A te come a me.
Se io ti dò quarantotto ore di tempo per concludere un progetto, un lavoro, la pressione sarà talmente forte che ti costringerà a focalizzarti su qull’aspetto e a fare e a ideare qualunque cosa sia necessaria per portarlo a termine.
Se invece di quarantotto ore, ti dò sei giorni è probabile che i primi cinque ti servano per costruirti con la fantasia una montagna enorme di problematiche.
Se ti dò un mese i problemi creati nella mente avranno dimensioni pazzesche.
Ti ci ritrovi? Funziona un pò così vero?
Troviamo così, se abbiniamo Parkinson con Pareto, cioè le due Leggi, due approcci opposti ma anche intrecciati sul problema della produttività:
1- 80/20. Limitare i compiti all’essenziale e al necessario per accorciare il tempo di lavoro.
2-Legge di Parkinson. Abbreviare il tempo di lavoro per limitare i compiti all’essenziale.
Vorrei tornare su questo tema al più presto con esempi pratici e approfondimenti perchè ritengo tutti siamo sempre in lotta con il tempo e le mille cose da fare.
Riuscire ad esempio ad imparare ad usare il 20% degli sforzi ottenendo l’80% dei risultati, magari concentrandoci nel tempo in modo da limitare anche la durata dell’impegno, beh, questo si che sarebbe qualcosa di sensazionale.
Pensa al tempo che puoi risparmiare e usare per te o per la tua famiglia o semplicemente per fare qualcosa che ti piace.
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Roberto, qui attendiamo con una certa speranza il tuo approfondimento.
Certo che focalizzarsi sulle cose essenziali per cavare il meglio dalla vita è un tema davvero affascinante ed interessante!