Ho lasciato Rick triste e “sconfitto” insieme allo zio e all’amico. Leggi qui “Rick e la sua storia che insegna”…
Puoi solo immaginare cosa provò dentro di sè nel momento in cui venne a sapere che appena un metro e mezzo più in là del suo ultimo scavo, la vena aurifera era ricomparsa portando al commerciante che aveva acquistato quel terreno, milioni e milioni di dollari in pepite d’oro.
Lo scoramento e la disperazione furono enormi.
Ma Rick trasse da questa lezione un incredibile e meraviglioso insegnamento.

Rick diventò uno dei più ricchi assicuratori americani.
L’esperienza vissuta nell’Ovest Americano con l’oro gli servì per capire proprio questo.
…che la vita spesso si comporta da burlona, piena di senso di ironia e di inganno.
…quasi volesse nasconderti e impedirti di vedere un successo che è proprio di fronte a te, ad appena un metro e mezzo da te, come si trattava nel caso di quella vena aurifera.
Ma lui si era arreso, non aveva insistito per quell’altro metro e mezzo che gli avrebbe consentito di raggiungere quell’agognato obiettivo.
Rick diventò uno dei primi assicuratori a guadagnare oltre un milione di dollari all’anno di polizze vita. Ricordava sempre quel metro e mezzo che mancava a quell’oro che, molti anni prima, gli avrebbe consentito un successo e una vita straordinaria…
…e fece in modo che ogni “no” ricevuto da un cliente, ogni “metro e mezzo” che mancava a quella polizza di quel cliente che ostinatamente si rifiutava di acquistare, sarebbe diventato un “si“.
Rick ricordava, nelle sue memorie, che il pensiero di quel “metro e mezzo di distanza dall’oro mai raggiunto” lo accompagnava ad ogni iniziale “no” di un cliente.
Il “no” alla fine diventava quasi sempre un “si” e le migliore vendite, raccontava Rick, erano quelle ottenute dopo che i clienti avevano in un primo momento rifiutato.
Da ciò riconobbe che la sconfitta di “quel metro e mezzo” mancante gli aveva insegnato tantissimo, gli aveva insegnato ad essere tenace e a insistere nonostante le difficoltà.
Gli aveva insegnato a non abbattersi mai, ad aver coraggio, a provare e a riprovare.
Gli aveva insegnato che la vita a volte scherza, ma più spesso di quel che credi ti mette alla prova, per vedere se hai capito, se hai imparato, se riesci a vedere un pò più in là…di quel che il tuo occhio vede.
“No” che possono diventare “sì”…. mi ha ridato l’imput per riprovare ancora
Grazie…magari stavolta ce la faccio
a presto e un saluto
Certo che ce la fai…
Ottimo post, tantissimi spunti di riflessione… Grazie
Hai proprio ragione!
Troppo spesso ci scoraggiamo davanti a un no, ma se accettiamo che ci insegni qualcosa diventiamo sempre un po’ più grandi.
Di no ne otteniamo tanti, a volte anche dal nostro stesso corpo, ma se impariamo a interpretarli diventano dei grandissimi si!
Grazie per aver ricordato come tutto sia possibile se lo vogliamo!
Un abbraccio,
Danila
Veramente istruttiva questa “parabola”. E’ il segreto del successo, trasformare i no in si, non abbattersi di fronte alle prime avversità. Chi ha raggiunto grandi risultati nelle propria vita (o comunque chi si è realizzato) è passato attraverso sconfitte anche pesanti. E’ impensabile che fili tutto liscio.
io i miei no non sono che riuscita che a farli rimanere no..no..e poi no…a me la vita continua a imporre lezioni durissime….sarà che non capisco…e persevero negli errori di sempre…non so , probabilmente il mio percorso prevede che io debba solo accettare dei no….la storia è bella , davvero bella come tutte le storie a lieto fine,peccato che siano solo storie…
per un pò mi sarei crogiolata nella disperazione, ma poi come sempre
faccio ,avrei ricominciato a scavare. Anche perchè quando serve ho
la fortuna di trovare amici come te. ciao grazie
Ciao Maria, ieri è il passato e domani puoi partire da zero, iniziare a vivere una nuova vita. Emozionati con ciò che ti fa stare bene, trova la tua strada, non perdere la retta via, trova te stessa.
Grazie
E’ interessante conoscere queste storie perche’ le situazioni si ripetono sempre anche nei secoli, le esperienze degli altri servono proprio per questo se’ no’ non ci evolviamo.Ed e’ gratificante riconoscersi in questi atteggiamenti per non mollare e non perdersi mai.Grazie
Eh si Carmine,
forse nessuno inventa niente di nuovo.
Le emozioni e i desideri ci sono oggi, ma credo esistessero anche 1000 o 2000 anni fa allo stesso modo, ed esisteranno sempre.
E’ buona cosa far tesoro delle esperienze degli altri e lasciarci guidare verso atteggiamenti di tenacia e di perseveranza.
Ciao e grazie Carmine