Investire in un post d’agosto tra corse e pensieri.
Sono appena tornato da un paio d’ore di corsa in mountain bike e mi sento molto bene.
Due ore trascorse tra salite e discese. Ho la fortuna di abitare in un posto molto bello; a pochi minuti c’è la possibilità di inerpicarsi per salite ripide o dolci, a seconda di ciò che si vuol fare.
Salendo per una buona mezz’ora non ho trovato quasi nessuno tranne due persone a piedi: prima una ragazza con l’Ipod e poi un uomo con un cellulare; li ho ritrovati poi scendendo ed erano ancora con l’Ipod e con il cellulare.
Non ho potuto far a meno di pensare a quanto siamo tutti “drogati” di tecnologia.
Mi è venuto in mente, insieme all’Ipod e al cellulare, il personal computer che usiamo tutti giornalmente, la televisione che funge da vera e propria “morfina” visiva che allaga il nostro cervello.
Sono strumenti che hanno reso la vita più bella, più piacevole, più comoda.
Correndo in bici e sbuffando – perchè poi quando si fa sport e si fatica mi sembra di riuscire a pensare molto meglio – mi sono reso conto che entro certi limiti l’uso di questi aggeggi tecnologici è appunto positivo; oltre i limiti del buon senso però tendono a “chiudere” i rapporti con la realtà, con la vita che ci circonda, con le persone.
E’ come se, e mi sento di conoscere bene quest’aspetto visto l’attività di un certo rilievo che ha questo blog, le relazioni virtuali tendano, se non si sta un pò attenti, a prendere sempre più piede rispetto alle relazioni reali.
Correvo e continuavo a pensare, beandomi della bellezza del luogo in cui mi trovavo, di quanto la tecnologia, se mal usata, ci porti via dalle cose reali, ci porti via dal “qui e ora”, dal vivere con le nostre sensazioni e con il nostro corpo.
Certo il mondo è cambiato, si evolve, il progresso tecnologico assume contorni sempre più vertiginosi.
Ecco allora che, in ultima analisi, ben venga il “movimento“, lo sport, semprechè si possa fare ovviamene, perchè il “muoversi” ci fa recuperare, o meglio continua a farci vivere un rapporto con quel mondo di sensazioni corporee e mentali che altrimenti rischiamo di perdere.
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Roberto,
è vero c’è una certa alienazione dal mondo, leggevo tempo fa un articolo sulle auto e descrivevano questi suv enormi alti staccati dal terreno come se appunto chi li guida non volesse essere parte del mondo in cui vive.
A volte lasciarsi distrarre dai rumori di sottofondo implica una paura del confronto,il timore di sentire quella vocina che ti dice ” pedala bello mio è ora che ti dai da fare altrimenti in vetta non ci arrivi!”…Tanto per rimanere in tema
IN QUESTO MONDO TUTTO SI EVOLVE, SOLO CERTE PERSONE CHE RIMANGONO ATTACCATE ALLE VECCHIE ABITUDINI NON SI EVOLVONO!!! IO MI CHIEDO COME MAI QUESTE PERSONE NON INIZIANO A RAGIONARE UN PO’ CON LA MENTE DEI GIOVANI?
Ciao Roberto, capisco bene le sensazioni che si provano facendo uno sport piuttosto faticoso, come quello della bicicletta. Sono anche io una mountain biker, ex a dire il vero, e di montagne con la bici ne ho scalate diverse, abitando in quel di Torino che si trova appunto ai piedi delle montagne. Credo che ogni tanto l’uomo abbia veramente bisogno di stancarsi fisicamente, per “riconciliarsi” col mondo. Concentrarsi sul corpo, sui muscoli in movimento e sul respiro è veramente un modo per ricollegarsi con le cose pratiche, semplici e terrene della vita. Perché indubbiamente c’è bisogno anche di questo. In questo senso anche la mente trova un grande giovamento: diventa più leggera, libera e …mirata!
Concordo su quanto dici, Roberto.
Bisogna sempre usare un certo equilibrio.
Più gli strumenti che abbiamo a disposizione sono potenti e più dobbiamo stare attenti a maneggiarli.
E questo si applica a tutte le cose: dal denaro (strumento potentissimo di cui non dobbiamo diventare schiavi) alle relazioni personali, alla tecnologia, ecc…
Buone pedalate!
Io “invece” sono sul Lago Maggiore, a casa di mia madre, in collina, in mezzo al verde e vado… in mountain bike! Lo faccio perché mi piace un sacco e anche perché – essendo una signora – penso che tale attività muscolare – soprattutto in salita – abbia ripercussioni positive non solo sul mio umore – mi scarica moltissimo – ma anche su quelle parti del corpo considerate meno nobili, ma alla sodezza delle quali si dà molta importanza
.
I riflessi sul mio umore sono immediati quelli sul posteriore non so, ma lavoro di convinzioni potenzianti…
Scherzi a parte (siamo quasi a Ferragosto), anch’io ho dedicato qualche post sul mio blog al tema del godersi l’estate e per godimento intendo un coinvolgimento di tutti i sensi, appieno. E anch’io ho parlato di come per attrarre la persona giusta per sé sia importante uscire dal mondo virtuale (Facebook, siti di incontri online e agenzie matrimoniali) e calarsi con tutti se stessi nel mondo reale.
Non ti nascondo pero’, Roberto, che nei miei giri in mountain bike mi porto sempre il cellulare (e se buco una gomma?!) e anche l’ipod. Il quale, per il 90% delle volte se ne rimane spento e chiuso nel marsupio, ma spesso mi serve per sentire della musica che mi piace o qualche interessante audiocorso.
Evviva il principio del piacere!
Bellissimo e giocoso questo tuo commento, Ilaria.
Visto che anch’io in questo periodo ci sto dando dentro con la mountain bike comprendo benissimo lo stato del tuo “posteriore”…e sono sicuro che uscirà fortificato e tonicizzato..
Il buon Nietzsche diceva “Ciò che non mi uccide mi fortifica”. Quindi ben venga un pò di sacrificio dei glutei. Porterà grandi risultati.
Per quanto riguarda gli aggeggi tecnologici in effetti neppure io esco senza cellulare. Non si sa mai… potrebbe effettivamente servire e credo che questo rientri nell’ambito del buon senso e della non esagerazione.
Un abbraccio
Sono stata 17 giorni in montagna senza tv, senza cell. (perchè non c’è campo)e senza PC; a stretto contatto con la natura,con i miei figli,con allevatori di bestiame e persone residenti tutto l’anno. La vita era molto diversa da quella che conduco durante l’anno. Nonostante siano state giornate dal punto di vista climatico fredde, ora ricominciare la vita normale è un pò dura, ho nostalgia…