Guest post di Giuseppe Arena.
COME SEMINARE PER RACCOGLIERE
Chi semina raccoglie davvero.
Ciò che semini è ciò che raccoglierai, chi semina vento raccoglie tempesta, al contrario chi semina prosperità raccoglie ricchezza.
Eccovi semi di riflessione, da coltivare, far crescere e mettere in pratica.
Semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine, semina un’abitudine e raccoglierai un carattere, semina un carattere e raccoglierai un destino.
Il segreto dell’amore è seminare la cortesia, atto di premura e di sensibilità tra due persone che si amano, la cortesia è come una delicata cascata, che rinnova con acque sempre fresche il laghetto montano del loro amore.
Il segreto dell’amore è seminare il rispetto, i sentimenti fluttuano, ma il rispetto può rimanere costante.
Ascolta con rispetto le opinioni degli altri, anche quando differiscono dalle tue. Mantieni una certa dignità nei rapporti umani: quella dignità che dà a ognuno la libertà di essere se stesso.
Il segreto dell’amicizia è non pretendere niente l’uno dall’altro: il bene che non è dato liberamente diventa schiavitù.
Il segreto del desiderio è fare quotidianamente qualche piccola azione per fare felice le persone che ti circondano: un’azione servizievole o un piccolo regalo, una parola di apprezzamento o un affettuoso, inaspettato, sorriso.
I sorrisi sono gratis! Mostriamoli ai nostri sostenitori. Sorridiamo anche attraverso la voce, i nostri fautori lo percepiranno. Il consiglio è di mantenere la calma e di sorridere, nel cuore e con gli occhi.
Il segreto dell’amorevolezza è seminare la creatività.
Cura amorevolmente il vostro rapporto come un giardino, con idee e interessi nuovi. Sradica le erbacce, affinché le aiuole non siano invase dalla malerba delle abitudini inconsce, rendi il tuo amore creativo come un’arte.
Il segreto dell’affetto è condividere l’uno con l’altro le vostre convinzioni più profonde, i vostri ideali, le vostre aspirazioni.
Il segreto del desiderio è cercare delle opportunità per rilassarvi, condividendo i vostri interessi e le vostre idee.
Dipendete meno dagli stimoli esterni per svagarvi, ma più dagli stimoli interni. Fate in modo di stare insieme agli altri, semplicemente per essere voi stessi.
Sapere che abbastanza è abbastanza vuol dire di avere sempre a sufficienza.
Evidenzia sempre le qualità positive quando parli di qualcuno.
Ogni giorno puoi scegliere se essere felice e in pace oppure triste e arrabbiato.
Famiglia, lavoro, amici: non sempre l’impegno che si profonde per accontentare tutti e tutto viene ripagato. Spesso ci si sente insoddisfatti e ci si convince di aver sprecato tempo ed energia per nulla.
Concedetemi l’utilizzo di una metafora affinché riesca a trasmettere efficacemente il pensiero sopra citato.
Con il giardinaggio e la coltivazione tutto ciò non succede:
il rapporto fra le ore impiegate per coltivare è direttamente proporzionale ai risultati ottenuti.
Occupandosi del giardino e dell’orto, quindi, non si sperimenta quel senso di frustrazione e di rabbia che, invece, a volte si prova nel corso della vita “reale”.
Il giardinaggio da questo punto di vista, è rassicurante: si investe con la certezza di ottenere qualcosa.
In questo caso è proprio vero che “si raccoglie quel che si semina”.
Non ci si sente falliti, al contrario si prova la bellissima sensazione di essere in grado di dare vita a qualcosa di reale, utile, e bello.
Anche la gestualità è d’aiuto: i gesti richiesti sono sempre gli stessi e, a lungo andare, diventano una sorte di rituale rassegnante che contribuisce ad allontanare i pensieri negativi.
RILASSA E RASSICURA
Ottima per le persone insoddisfatte, la coltivazione è utile anche a quelle stressate.
Aiuta, infatti, a recuperare i ritmi antichi, lenti, decisamente opposti a quelli quotidiani, stressanti e pressanti.
Inoltre, regala il piacere di vedere qualcosa che nasce: e un’attività vitale e costruttiva, che trasmette gioia e serenità.
Il giardinaggio fa bene anche a chi è sensibile e riflessivo.
Le piante e i fiori hanno un tempo tutto loro, quello della natura: nascono, fioriscono, appassiscono, per poi rinascere la primavera successiva.
Seguono un ritmo ciclico, molto diverso da quello lineare e irreversibile della vita.
Occuparsi di loro ha un potere consolatorio: rassicura le persone più sensibili sul fatto che non tutto è passeggero, e che ci sono cose scompaiono, semplicemente per ritornare in una veste nuova.
Una metafora dell’esistenza: come i fiori rinascono e le piante mettono le foglie, cosi anche le persone possono lasciarsi alle spalle i momenti difficili e inventarsi una nuova vita.
Aiuta a non scoraggiarsi, coltivare significa scegliere quali colori accostare, come disporre le diverse piante, dove sistemare i vasi. E’ un allenamento sia della sfera intellettuale sia di quella della fantasia creativa e del gioco.
Cosi si impara a non scoraggiarsi davanti ai problemi quotidiani, a non arrendersi mai, come il vero giardiniere, che di fronte alle difficoltà sperimenta, cambia e, alla fine, viene ripagato.
Dopo la semina, bisogna occuparsi della potatura, dell’estirpazione delle erbacce, della disposizione dei fiori.
E’ ciò che accade nella vita: qualsiasi progetto richiede una fase di preparazione, di elaborazione e di rifinitura. Per questo il giardinaggio è una palestra di vita. Fa sentire meno soli.
Sontuoso o modesto, un angolo di verde è una palestra per la mente.
Perché non è solo bello da vedere, ma fa bene allo spirito. Infatti, la vista del verde o dei colori dei fiori appaga il senso estetico e gratifica la mente. Inoltre aiuta a sentirsi meno soli.
Chi ha un bel giardino è fiero della sua opera e spesso ama condividerla con gli altri: una via per combattere la solitudine e socializzare.
Le piante regalano autostima, chi sceglie di coltivare l’orto, allora, probabilmente può anche contare su qualche beneficio in più.
Coltivare ortaggi, infatti, è una pratica legata alla vita contadina e, a differenza del giardinaggio, regala frutti utili alla dispensa di tutta la famiglia. Tuttavia, i benefici non sono solamente economici.
Il fatto di impegnarsi in un’attività che contribuisce al sostentamento degli altri fa sentire una persona davvero utile e necessaria. Questo, di conseguenza, aumenta notevolmente l’autostima e la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.
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Ognuno di noi è dotato di risorse innate che ci permettono di realizzare tutto ciò che abbiamo finora
sognato – ed anche di più. La diga può essere rotta da una decisione che ci porta gioia o dolore,
ricchezza o povertà, amicizia o solitudine, vita lunga o morte prematura.
Ciao Sara
Noi dovremmo imparare dai nostri errori anziché agonizzare per loro, altrimenti siamo destinati a
ripeterli nel futuro. Quando capita che per un po’ di tempo ti senti arenato, ricordati che nella vita
non ci sono fallimenti. Ci sono soltanto risultati.
spesso il frutto del mancato buon senso!
Anthony
Non è ciò che facciamo di tanto in tanto che conta, ma le nostre azioni costanti. E qual’è il padre di
qualsiasi azione? Che cosa, alla fine, determina ciò che diventiamo e dove andiamo nella vita? La
risposta è: le nostre decisioni. E’ in questi momenti che il nostro destino si forma. Più che qualsiasi
altra cosa, credo che le nostre decisioni – non le condizioni delle nostre vite – determinino il nostro
destino.
SARA