Ero qui stasera con Anna, mia figlia, a discutere di tante cose.
Scuola, Sport, futuro, amici.
Si, abbiamo sviscerato tanti argomenti in un fluire senza fine di domande, risposte, pensieri.
Mi ha chiesto che cosa penso di lei.
Mi ha chiesto com’ero io alla sua età.
Già, com’ero io alla sua età. Bella domanda vero?
E tu, trentenne, quarantenne, cinquantenne, tu che sei spesso a leggere i post di questo blog, pensi mai a com’eri tanti anni fa e a quello che pensavi e a quello che sei riuscito a realizzare?
Ad Anna ho detto la verità: che molte delle cose che pensavo e sognavo di fare non son riuscito a farle e che tante cose invece di cui non conoscevo neppure l’esistenza mi son riuscite benissimo.
Mi ha ascoltato molto attentamente e poi mi ha chiesto: ma sei contento di quello che hai fatto fino ad ora? O ti manca qualcosa?
Confesso che la domanda mi ha un pò sbalordito un pò per l’età di Anna un pò perchè son domande che, bene o male, ci poniamo un pò tutti.
Ricordo quest’estate di aver incontrato una persona di cui ero molto amico nel periodo della scuola e che avevo completamente perso di vista.
Una delle sue domande dopo averlo reincontrato è stata questa: “allora Roberto, che ne hai fatto della tua vita?“. Mi sembrava un passo del Vangelo……
In effetti, se ci riflettiamo, e questo blog ne è un esempio, con le centinaia di lettori giornalieri e con le centinaia di mail private che mi arrivano , questo è un argomento che attrae tantissimo, di cui forse ci si vergogna a volte di parlare, quasi fosse un’ammissione di debolezza….
Io credo invece sia l’ennesima dimostrazione della nostra grandezza di essere umani.
Nelle “Sette Chiavi del Miglioramento Personale“, il mio primo infoprodotto composto da ebook e audiotraining racconto anche di questo, oltre che dei sette principi che regolano l’attivazione dei nostri talenti e delle nostre potenzialità, qualunque sia l’età che ci troviamo a vivere.
Anna è all’inizio, e anche noi lo siamo, non siamo mai alla fine.
Anzi possiamo fare in modo, come è scritto anche nella pagina di presentazione, che questo sia il primo giorno del mese degli inizi …e il primo giorno dell’anno degli inizi…
Che cosa vogliamo fare?
E tu che cosa vuoi fare?
No related posts.
Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.
Sì, anch’io sono all’inizio, come Anna.
Solo che io ho qualche inizio in più di Anna nel mio diario.
E sono all’inizio, di nuovo in un modo molto simile a quello che dici tu, Roberto: “molte delle cose che pensavo e sognavo di fare non son riuscito a farle e che tante cose invece di cui non conoscevo neppure l’esistenza mi son riuscite benissimo.”.
Se devo essere sincera molte delle cose che pensavo e sognavo di fare non è vero che non sono riuscita a farle, ma ho scelto di non farle, per fare le cose di cui non conoscevo neppure l’esistenza e che mi sono piaciute un sacco.
Ti faccio i complimenti per il tuo prodotto “Sette Chiavi del Miglioramento Personale” e un grande in bocca al lupo!
Un saluto innanzitutto alla bravissima Anna e che continui ad essere così, curiosa delle cose della vita, intelligente e attenta.
Poi Roberto, ti dico che questa è una domanda fondamentale per la vita. E’ un vero e proprio feeedback con sè stessi. E’ bene farsela più volte nel corso del tempo perchè permette di fermarti un attimo e di tirare delle conclusioni.
Ti posso parlare della mia esperienza, ho vissuto cose e fatto esperienze che non avrei mai immaginato ed ora che ho 45 anni non mi cambierei mai con il me stesso di 20 anni fa. Penso proprio di migliorare continuamente con il passare del tempo.
Caro Roberto, una domanda importante. Una domanda che periodicamente si affaccia ai bordi dei nostri pensieri. E, si posso dire che sono soddisfatto di quello che ho fatto e chi sono diventato. Ma la cosa straordinaria guardando indietro è come si sono realizzati alcuni dei progetti, non nella forma come li avevo idealizzati ma nella sostanza cioè un pò mascherati ( passami il termine..) difficile da riconoscere subito, ma hanno richiesto una attenta analisi e una domanda, “sei soddisfatto di quello che hai realizzato?”
Brava Anna una bellissima domanda, e bravo Roberto a sottoporcela! Io sono nuova del blog, ma trovo tutto questo molto interessante. Allora vediamo, io sono una di quelle persone che con pazienza e forza di volontà, anche “collettiva”, è riuscita a realizzare i propri sogni. Vivo in un mondo che ho iniziato a immaginare circa 25 anni fa, che ho fortemente desiderato e che “indosso” tutti i giorni come una seconda pelle. Tutte le esperienze parallele che ho fatto sono servite per centrare meglio l’obiettivo, quel che non volevo mi è servito a capire con più precisione quel che ho voluto e che voglio. Un gioco di luce ed ombra che si esaltano a vicenda. Il tutto in due, perché sono sposata con un uomo meraviglioso che conosco da 25 anni, e viviamo e lavoriamo insieme 24h su 24.
In questo momento tuttavia, sto attraversando di nuovo una zona d’ombra, perché non riusciamo ad avere figli nostri, una nuova sfida da affrontare con pazienza e forza di volontà come sempre, ma la differenza stavolta è che avere figli naturali non dipende solo da quello, bisogna fare i conti con una forza molto più grande…allora che si fa? Si china il capo umilmente, si fa appello allo spirito di rassegnazione, spesso necessario, e si torna a scegliere una via che dipende dalla nostra volontà, in questo caso l’adozione.
Vale sempre la pena tentare, anche se le possibilità sono poche o inesistenti; vale sempre la pena condividere con e coinvolgere le persone che amiamo e che ci amano; vale sempre la pena tenere orecchie e cuore ben aperti sul mondo; infine vale la pena tenersi sempre in allenamento per poter fare un bel salto sul treno delle occasioni, che quasi sempre è un treno ad alta velocità…..
Grazie Roberto, spero di esserti stata utile.
Alessandra
Sì, sono le belle domande a darci nuova linfa vitale di tanto in tanto! Ci sono cose di cui essere contenti; è strano ma quelle le ricordi sempre – se poi scavi di più ti vengono in mente quelle di cui essere scontenti, e ti accorgi che sono già scivolate via; poi ci sono quelle domande oziose: “E se invece avessi fatto quest’altro…?” – allora capisci che c’è sempre qualcosa di nuovo che ti aspetta, il prossimo “inizio”. Le cose di cui si è contenti mi sembrano una mappa per scegliere il presente, una collezione di trofei da rispolverare e ammirare di tanto in tanto, e un bagaglio di strumenti utili per sè e per chi ci sta vicino. Mi viene in mente il bel film di Clint Eastwood “Gran Torino”, in una scena in cui il protagonista mostra al suo giovane vicino di casa il garage fornitissimo di attrezzi da lavoro di ogni genere, messi insieme nel corso di una vita. C’è sempre un attrezzo nuovo da aggiungere; c’è sempre il prossimo lavoro da costruire con attrezzi vecchi e nuovi. Sei contento di quello che hai fatto: e poi, sei contento di quello che stai per iniziare? Spero sempre di sì, per ciascuno di noi!
La vita non smette mai di metterti all’inizio di qualcosa. Se sei flessibile e percepisci questo come un’opportunità allora è un ottimo modo per crescere, altrimenti diventa tutto difficile, faticoso a volte frustrante. E’ chiaro che se si tratta di fare quello che si desidera va tutto bene, mentre se si tratta di qualcosa che non avevamo previsto, può dare fastidio. Ecco che occorre quindi essere flessibile, che non significa adattarsi, ma cercare la risposta nascosta, il messaggio oscuro che dobbiamo comprendere. Io per esempio le soddisfazioni più grandi le ho ricevute proprio quando ho lasciato che le cose prendessero la piega che dovevano prendere. Dopo tanto impegno e accanimento in ciò che credevo che è tipico del mio carattere, ho capito che a volte mollare la presa e applicare un certo distacco contribuisce a dare alle cose la svolta o l’impulso giusto. “Giusto” è il più delle volte quello che arriva e non quello che ci prefissiamo che sia. In questo modo posso dire di essere comunque contenta sia per quello che creato io con il mio volere e sia per quello che non avevo previsto e che è arrivato, nel bene e nel male. Grazie per la belle riflessione.
Ciao Monica,
leggere il tuo commento con quell’accenno al “lasciar andare le cose” mi ha fatto tornar alla mente questo mio post scritto oltre un anno fa con il meraviglioso video tratto dalla “Leggenda di Bagger Vance”.
Il colpo perfetto… “L’ essere adeguati, il lasciar andare il colpo, l’attendere che la Strada autentica si faccia riconoscere davanti a te, e poi ..quella Strada.., accoglierla”
Ecco il link
http://www.investisutestesso.com/blog/ricchezza/principio-di-ricchezza/
IO SONO CONTENTISSIMA, pur in mezzo a prove e tribolazioni
continue, per aver RICORDATO la mia Forza Interiore, quella
che fa passare per l’acqua e per il fuoco, ma fa rimanere illesi
e come diceva un grande scrittore, quel che non ci uccide,
ci rafforza. Ho un percorso alle spalle difficile, per questo
la gioia e’ piu’ grande, ho ritrovato la vera Roberta, e’ diven-
tata ASHAN, e’ in continuo work in progress. Senza perfezio-
nismi illogici, e, gioia ancora piu’ grande, il Creatore mi ha
allenato a ringraziare ( ed apprezzare) anche per le piu’ piccole
cose, ogni giorno. BUON VIAGGIO A TUTTI, verso L’ AMORE!
Verità per verità???…Non sono per nulla contenta di quello che ho fatto fino ad ora. Ho quasi 44 anni, ma credo di avere poco di cui essere contenta. Suonerà blasfemo in questo sito ma, non sono per nulla soddisfatta…è vero!
Di certo non ho avuto una tristissima vita ma…
Ancora adesso pago lo scotto di scelte fatte che non venivano dalla mia testa. Dopo mi sono distaccata mentalemente dai condizionatori ma sicuramente non del tutto dal condizionamento. E’ complicatissimo riprogrammarsi
Si tratta di scardinare perfino il dna. Infatti,nonostante le mie letture, i miei periodi propositivi, il mio volermi migliorare… Quei periodi dove sembra che qualcosa “eppur si muove”, tutto poi torna come prima.
e per potermi riscattare da un sacco di errori fatti dettati da tanta inconsapevolezza passata ma, lo sono forse ancora adesso?
Aspetto quindi segnali per muovermi dalla “matrix divina”.
Fino ai 35 anni ho vissuto in balia delle idee e condizionamenti dei miei genitori (anche se non vivevo con loro da un bel pò) Forse troppo vigliacca per mandarli a quel paese o forse un bel pò stronza?
Non riesco a scrollarmi di dosso la mediocrità.
Cambierei quasi tutto e non ci riesco ancora. Cambierei pure me stessa e non ci riesco.
Ultimamente, con il fatto di voler sperimentare altri approcci ai modi di rapportarmi con la vita e, per cercare di migliorare la situazione, mi ritrovo, a volte, addirittura, a non sapere più chi sono. Qualcuno dice: “La realtà non è realtà è solo la mia mente che me la fa vedere in un certo modo” e ci provo a vederla in un altro modo ma è come se mi dissociassi con quello che ho da fare, con la quotidianetà, e che poi alla fine devo comunque fare ma lo faccio a fatica… ma allora cos’è reale? Qualche altro dice: “Gli altri e le cose che mi accadono sono lo specchio di me”. Ma io dentro di me proprio voglio cose migliori, per me e per chi amo. Me la immagino diversa migliore questa vita. Vorrei l’eccellenza. Vorrei l’amore amore. (Ce l’ho e mi piace anche tanto… ma mi fa stare sempre sulle spine:)) Quindi vorrei arrivare ad avere con lui più Complicità, sintonia, entusiasmo.
Vorrei figli realizzati (ancora non sanno che pesci prendere). Vorrei potergli dare molto di più di quanto ho dato loro fino ad adesso e in tutti i sensi.
Vorrei equilibrio e lavorare per passione (Quale sarà mai la mia passione…boh!?!?! Questo è ancora tutto da scoprire) Vorrei viaggiare. Vorrei il mio conto in banca che non mi faccia più paura… tutti i mesi. Vorrei poter essere sempre in piena forma e affascinante.
Ecco cosa vorrei per poter essere contenta
Intanto nulla o poco si muove.
Mi abbandonerei al fluire degli eventi ma temo di perdere anche il mediocre che ho. E se accetto le cose così come sono nè buone nè cattive…tutto scorre tranquillo ma con così tanta calma che mi annoio pure e il resto rimane uguale
Grande Bagger Vance!!! Grazie per questo spezzone;-)
Penso che Anna è molto piu’ matura di tutti i bambini della sua eta’ ed anche di me che passo le giornate a fare automaticamente le cose e con ritmi indescrivibili senza fermarmi e trovare il tempo per pormi queste domande e riflettere. Grazie Anna e grazie a te Roberto !!! …. per quello che mi riguarda sono contenta di quello che ho fatto nella mia vita e di quello che ho ma ,…. sara’ assurdo pero’ a volte vorrei avere quello che non ho e tra’ le cose principali a volte penso a quanto sarebbe bello passare la meta’ di ogni anno lavorando e svolgendo la vita come ti viene imposta dalla societa’ , dalle persone che hai affianco , dalle scelte che hai fatto ecc…. e i restanti 6 mesi passarli trascorrendo 24 ore di ogni giorno facendo SOLO ED UNICAMENTE quello che ci sentiamo di fare senza obblighi, impegni , scadenze ecc….
CIAO !!!