dal blog di Scott H. Young.
Se ti serve il senso di colpa per motivarti, il tuo sistema di produttività è guasto.
“Stai procrastinando?” mi chiede il mio compagno di stanza.
Tre esami il giorno dopo, e non stavo studiando.
“No, rido io, procrastinare vorrebbe dire che intendo fare del lavoro. Non ho mai messo in conto di lavorare stasera, quindi tecnicamente non è procrastinare”, rispondo.
Questa è una conversazione che ho avuto la scorsa settimana, durante un periodo di esami.
Anche se il mio programma di ripasso prima degli esami tende ad essere un bel po’ più leggero di quanto sia normale per la maggior parte degli altri, la differenza più grande non è il tempo.
E’ il fatto che rifiuto di usare il senso di colpa come una tattica di motivazione.
Casi-stress VS Realizzatori Rilassati
Ecco il processo che un tipico studente o lavoratore stressato usa per darsi una motivazione:
1. Preoccuparsi.
2. Essere incerto sul punto da cui cominciare.
3. Fare una pausa.
4. Fare un’altra pausa.
5. Sentirsi in colpa per aver fatto tutte queste pause.
6. Lavorare per 15 minuti.
7. Chattare su Facebook.
8. Da capo come sopra.
Anche se probabilmente ci sono un mucchio di problemi in questa situazione, penso che il
passaggio peggiore sia il n.5.
Quando si usa il senso di colpa come un mezzo motivazionale si incrementa il proprio stress senza realizzare niente.
Peggio ancora, il senso di colpa tende ad essere un pessimo agente motivazionale, sfociando in un pochino di impegno, ma nemmeno lontanamente vicino all’impegno necessario per riuscire nel programma.
Ora mettiamo a raffronto questo approccio con il modo in cui uno studente rilassato ed efficiente si dà una motivazione:
1. Preoccuparsi (Hey, a volte non puoi farne a meno)
2. Smettere di preoccuparsi e fare un piano di azione con compiti specifici.
3. Creare una lista dei compiti da svolgere.
4. Suddividere la lista in base giornaliera.
5. Lavorare sodo per portare a termine i compiti.
6. Rilassarsi, liberi da sensi di colpa.
Invece del senso di colpa, c’è un sistema. E’ questo sistema che non solo crea il risultato, ma elimina anche il tempo sprecato e lo stress inutile.
Il sistema non deve essere necessariamente complicato.
Se sto facendo sembrare come se il secondo approccio richiedesse un livello cintura nera di maestria in GTD [Get Things Done – letteralmente, Ottenere Cose Fatte, ottenere che le cose siano fatte; si tratta, a grandi linee, di un'applicazione di tecniche per l'ottimizzazione della produttività, - n.d.t.], non è questa la mia intenzione.
Un sistema non deve essere necessariamente duro o complicato per continuare a funzionare bene nel 95% dei casi.
Ecco il sistema che ho usato…
Continua nella 2 parte
leggi l’articolo nella sua posizione originale:
http://www.scotthyoung.com/blog/2010/02/01/stop-using-guilt-as-a-motivation-tactic/
Tradotto in italiano da Paola M. Maritano
normanoitana@hotmail.com
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Ciao Roberto,
intanto complimenti vivissimi per il tuo blog.
Commento sempre con piacere e oggi ci tengo a complimentarmi con te per quello che scrivi e per le risorse preziosissime che metti a disposizione, come in questo caso.
Qui trovo sempre articoli che mi stimolano a riflettere e a crescere sia dal punto di vista personale, sia nella mia attività di coach e di blogger.
Fatta questa doverosa premessa, il senso di colpa è uno dei temi piu’ “caldi” dello sviluppo personale e della psicologia. Ed è qualcosa che tutti conosciamo, chi piu’, chi meno. Perfino io!
In verità il senso di colpa è un divoratore di energia e di vita che non ha pari: avere un senso di colpa è come guidare un’auto con il serbatoio bucato e le gomme a terra; è come vivere in montagna in una casa senza vetri e senza imposte alle finestre.
Questo lo verifico anche nell’ambito dell’attrazione e delle relazioni di coppia: il senso di colpa uccide la capacità di attrarre la persona giusta e anche quella di amare e di essere amati.
La regola d’oro è: imparate a ri-conoscerlo e poi evitatelo.
Il senso di colpa è un motivatore particolare. Ti spinge a fare ma non ti paga
Mi spiego: “porta a termine questa cosa perchè altrimenti chissà cosa dicono di te” è la frase che lui(il senso..) piazza nel’angolino del cervello ti costringe a farla ma alla fine non sazia il senso del piacere e l’autostima.
Ciao Roberto,
Volevo dire la mia opinione su questo argomento.
Il senso di colpa come strategia “via da” non è proprio il massimo. E’ legato a una bassa autostima e non è legato a qualcosa di oggettivo. E’ legato a una condizione psicologica.
Un altro conto è motivarsi “via da ” un 5 in matematica o dalla bocciatura di un esame.
Il Focus giusto per motivarsi deve essere qualcosa di concreto, altrimenti quel senso di colpa si riperpetuerà all’ infinito. Sarà ancora peggio se l’ esame non sarà superato perchè così minerà pesantemente l’ autostima di chi è coinvolto.
Ciao .
Ilaria,
grazie per la partecipazione con cui hai accolto questi articoli tradotti.
Cerco di proporre alcuni aspetti che riecheggiano i temi di “Investi su Te Stesso” e ampliare un confronto, anche con blogger di lingua straniera.
Roberto è stato grande nell’entusiasmo con cui ha accettato di pubblicare questi esperimenti di traduzione; per quelli a cui sono piaciuti, tra non molto dovremmo poter offrire una piccola “chicca”, speriamo gradita!
Intanto, buona lettura con quel che seguirà di questo post – con alcune indicazioni tattiche semplici e acute per assestare attacchi vittoriosi a danno del famigerato senso di colpa!
Paola M.Maritano – normanoitana@hotmail.com
Giusto ,caro Roberto.Hai usato termini appropriati all’argomento in questione.Tutto ciò che ci pare negativo non sazia il senso del piacere e l’autostima.E’ proprio così.Ma molti di noi, esseri umani, dovremmo un attimino fermarci,meditare ,rivedere,distinguere il negativo dal positivo e riappropriarci della capacità di trasformare il negativo dal positivo anche negli eventi impossibili,senza danneggiare la nostra mente.Dovremmo tutti, noi, guardarci dentro mettendo da parte il senso di colpa,posivizzandolo.Basta crederci.Io ci ho provato.Ciò mi aiuta molto,nel quotidiano.Provare per crederci.Spesso si è da soli.Vorrei potervi coinvolgere.Mi piace molto filosofeggiare.E’ uno stile di vita che non riesco a condividere con il mio partener.Grazie a Voi riesco ad esser me stessa.Grazie!!!!!